Kayak e sapori del mare, Villa Volpicelli apre le porte sul mare

 Un tour mozzafiato in kayak o in barca è quello che ci vuole in una splendida città di mare come Napoli. Se si aggiunge una degustazione di mare su una delle terrazze più famose di Posillipo ci si rende conto delle straordinarie potenzialità della nostra città.

Sabato e domenica, l’associazione Sea Touring Club Napoli propone un appuntamento che vi regalerà momenti emozionanti con le escursioni in mare, dopo le quali vi attenderà una ricca degustazione a base di prodotti del mare su una delle terrazze più panoramiche di Napoli sul famoso castello Villa Volpicelli conosciuto dai più per la Soap di “Un posto al Sole”.

Le escursioni guidate in kayak hanno una durata di 30 minuti (con guida) e si suddividono in 2 gruppi da 20 persone, in partenza alle 18 ed alle 19 al costo di 20 euro più eventuale tessera.

Per chi ama godere lo spettacolo della natura senza slanci sportivi si segnala la possibilità di effettuare escursioni guidate in gozzo sorrentino, in partenza ai medesimi orari al prezzo di 35€ tessera inclusa.

Al rientro si potrà godere del panorama unico che guarda la città dal mare gustando le pietanze di mare dalla famosissima terrazza.

Menù degustazione:

  • Coppetto fritture alici e zeppoline di alghe
  • Gnocchetti ai frutti di mare
  • Calice di vino bianco

Orario partenze:

  • 18:00
  • 19:00

Appuntamento: grotta adiacente banchina

Prenotarsi cliccando l’apposito link di prenotazione indicando giorno, orario preferito ed il tipo di escursione (Kayak – Barca – Solo degustazione)

Tesseramento Sea Touring Club obbligatorio.

Per info: 320 151 38 45 (solo per informazioni, si prega di prenotare online)

Vele d’ epoca a Napoli

Tornano le vele d’epoca anche quest’anno, diventate ormai tradizione, nello splendido golfo di Napoli, in una regata ricca di storia. Organizzato dal Circolo Savoia e dallo Sport Velico della Marina Militare, nonché dall’associazione Italiana Vele d’Epoca, l’evento vanta ogni anno un pubblico di curiosi proveniente da ogni parte d’Italia e d’Europa.golfoCinque giorni di vento, regate, emozioni e sole: l’appuntamento è al porticciolo di Santa Lucia dal 1 luglio al 05 luglio 2015 alle ore 17.00

Ravello Festival 63^ Edizione

La sera del 20 giugno, con un grande stettacolo di danza internazionale, costruita su musica di Richard Wagner, partirà il Ravello Festival, che come una grande composizione circolare, celebrerà il proprio nume tutelare anche nella serata di chiusura, il 5 settembre, consacrata al “Parsifal”. Tra i due estremi wagneriani troveranno spazio quasi cinquanta eventi che, come da tradizione ormai consolidata, alterneranno contenuti sinfonici e cameristici, repertorio jazz e pop, senza mancare di attenzione al teatro, alle arti visive, agli incontri di parola. Il format del Festival, promosso dal 2003 dalla Fondazione Ravello sulla scia del progetto nato nel 1953, resta quello che, specialmente nell’ultimo quinquennio, si è rivelato più che mai vincente, facendo registrare un trend in costante ascesa per presenza di pubblico e riscontro mediatico.

Il tema conduttore intorno al quale si dipaneranno i due mesi e mezzo della programmazione, disegnata dal direttore artistico Stefano Valanzuolo, è “InCanto”. Nel termine, che Mimmo Paladino ha reso vero e proprio logo con il suo bozzetto dedicato, si confondono per scelta due intenti: il primo e principale concede attenzione alla voce umana quale strumento espressivo, melodico, poetico, ritmico e, all’occorrenza, persino politico. Questo versante implicherà la presenza di una fitta serie di cantanti prestigiosi a Ravello: la carismatica Laurie Anderson, musa di Lou Reed, incontra sul palco (ed è la prima volta in Italia) il grande compositore Philip Glass; il principe dei cantautori italiani, Francesco De Gregori, si propone in acustico; Bobby McFerrin, talento vocale dal virtuosismo senza etichette, sceglie Villa Rufolo per uno dei suoi tre concerti italiani di questa stagione; Dee Dee Bridgewater torna alle radici del jazz di New Orleans; Ute Lemper fa debuttare a Ravello il suo nuovo progetto scritto con Paulo Coelho e la regia di Schlöndorff; e poi, ancora, tre grandi artisti di lingua spagnola, per dare forza ad un ciclo – curato da Gianni Minà – che esplora anche il versante sociale della canzone: sono il glorioso artista catalano Joan Manuel Serrat, affiancato in questo suo primo atteso concerto italiano dall’amico Gino Paoli; Augusto Enriquez, musicista cubano impegnato in un significativo omaggio al cantautore simbolo della propria terra, Silvio Rodriguez; infine Maria Gadù, a rappresentare la nuova leva brasiliana. Ma la voce può dare corpo ad altre suggestioni, tutte teatrali: soprattutto se parliamo della voce calda e carismatica di Giorgio Albertazzi, un ragazzo di novantadue anni pronto al debutto a Ravello, con Mariangela D’Abbraccio, nel segno di Borges e Piazzolla.

Da “In Canto” a “incanto”, secondo aspetto del tema conduttore ruota attorno al mistero e la magia, concetti sottesi al fascino irresistibile dei luoghi che accolgono il Festival, da sessantatre anni. Nell’elemento fiabesco o sovrannaturale molte proposte troveranno un tratto di seduzione. Prende le mosse da un incantesimo, ad esempio, la vicenda di “Tristano e Isotta” che, a 150 anni dalla prima dell’opera, sarà declinata in danza, con la presenza di due formidabili étoile dell’Opéra di Parigi e le coreografie di Giorgio Mancini; quindi in chiave teatrale, con il nuovo “Cunto di Tristano” affidato al regista, attore e cuntista Vincenzo Pirrotta; infine al pianoforte, con Orazio Sciortino. La serata del 5 settembre, poi, sarà una sorta di apoteosi wagneriana, con il pubblico invitato nel “magico giardino di Klingsor” da Valery Gergiev, alla guida della celebre Orchestra del Marinskij e del Coro di Santa Cecilia per un focus suggestivo sul “Parsifal”, la cui genesi è legata non casualmente ai giardini di Ravello.

Non è, quella di San Pietroburgo, l’unica orchestra illustre attesa al Festival: c’è in locandina, infatti, anche la magnifica Gustav Mahler JugendOrchester fondata da Abbado e affidata, per l’occasione, alle cure del glorioso Herbert Blomstedt. E, ancora a proposito di giovanili, segnaliamo la European Union Youth Orchestra con Gianandrea Noseda (Quinta di Mahler), la Junge Wien Philarmonie (“Grande” di Schubert), l’Orchestra dell’Accademia della Scala con una delle più quotate direttore di oggi, la finlandese Susanna Mälkki. Nel lotto degli ospiti anche l’Orchestra Sinfonica Caikovskij, diretta dall’esperto Vladimir Fedoseyev e con Valentina Lisitsa alle prese con il temuto “Rach 3”, l’Orchestra del San Carlo (“Amadeus” da Shaffer, con Axelrod, Barbareschi), i Berliner Symphoniker e l’Orchestra Filarmonica della Fenice, protagonista, con Alvise Casellati, del suggestivo Concerto all’Alba.

Vale la pena segnalare la presenza di progetti commissionati per l’occasione. Del “Cunto di Tristano” con Pirrotta si è già detto. Ma c’è attesa pure per la suite sinfonica, che Gianluca Podio ha ricavato su temi di Pino Daniele, intitolata “O’ mare”, con un vago richiamo a Debussy. Gli appuntamenti cameristici si segnalano per la fama dei protagonisti: sono debutti in Campania quello della violoncellista Sol Gabetta, della violinista Janine Jansen e dei favolosi 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker; Sir Tony Pappano suonerà in duo con Luigi Piovano, mentre il cornista Alessio Allegrini con l’ensemble di percussioni Tetraktis.

Agli amanti del jazz, a parte gli eventi già citati, il Ravello Festival 2015 propone anche Uri Caine “plays Gershwin”, il duo Kenny Barron – Dave Holland, la pianista Chihiro Yamanaka, il sassofonista Branford Marsalis in quartetto. C’è anche un Bach trasversale con l’inedito duo Ramin Bahrami – Danilo Rea, riequilibrato da un Bach doc, quello dell’integrale preziosa dei Concerti Brandeburghesi (Bahrami, Mercelli, Solisti Aquilani). E debutta a Ravello, inoltre, un cantautore di scuola romana molto amato come Niccolò Fabi, accompagnato da un quartetto acustico.

Si rischia di dimenticare, nel mare magnum di ospiti fuoriclasse, addirittura un premio Oscar come Nicola Piovani, protagonista e autore del nuovo spettacolo “La musica è pericolosa”; o una superstar del calibro di Stefano Bollani, in piano solo. Né finisce qui: grande danza con Silvia Azzoni e gli artisti del Balletto di Amburgo, impegnati con coreografie di John Neumeier; tra musica e teatro la “Histoire” stravinskiana proposta dai Solisti della Scala e Luigi Maio; un omaggio al cinema, per finire, la serata sinfonica divisa equamente tra temi di Ennio Morricone e John Williams.

Sul versante delle Arti Visive, citiamo la mostra dedicata allo scultore di scuola napoletana Augusto Perez, curata da Flavio Arensi, che occuperà gli spazi di Villa Rufolo e della terrazza dell’Auditorium Niemeyer. E, per un festival che mette la musica al centro dei propri interessi, la retrospettiva del più apprezzato e noto fotografo italiano di genere musicale: parliamo di Guido Harari, e la sua mostra si intitola “Sonica”. Infine, gli incontri di parola vedranno protagonista assoluto Gianni Minà, che per Ravello Festival torna ad interessarsi attivamente di musica con il ciclo in tre capitoli dedicato ad altrettanti cantautori importanti di lingua spagnola.

L’intero Ravello Festival 2015 sarà ripreso da una troupe dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, coordinata dal regista Stefano Incerti, nell’ottica di una collaborazione siglata tra le due istituzioni campane che porterà alla produzione finale di un mediometraggio dedicato al Festival.

Il Ravello Festival rappresenta, insieme alla gestione di Villa Rufolo, l’elemento trainante del “Progetto Ravello”, intrapreso nel 2013 e consolidato, di recente, grazie alla firma della convenzione con la quale la Regione Campania assegna alla Fondazione 4 milioni di euro per il proseguimento delle attività nel biennio 2015-2016. Le risorse impiegate fanno riferimento a fondi europei PAC (“Piano di Azione e Coesione”). Per la Fondazione Ravello si tratta di un ulteriore riconoscimento gratificante che va a premiare il lavoro assiduamente svolto sul versante del rafforzamento del marchio Ravello Festival, del consolidamento del ruolo di Ravello quale eccellenza per l’intero territorio regionale e, infine, della gestione virtuosa ed innovativa del complesso monumentale di Villa Rufolo.

Il “Progetto Ravello” si propone, quale obiettivo finale, la gestione unitaria e integrata degli straordinari e monumentali contenitori che impreziosiscono la Città della Musica: Villa Rufolo, l’Auditorium Oscar Niemeyer e Villa Episcopio.

I biglietti per i singoli eventi saranno disponibili in prevendita a partire da venerdì 29 maggio.

Cosasifaquestasera! La rivoluzione per le ricerche sul divertimento.

Quando si parla di mercato del lavoro spesso sento dire che l’Italia dovrebbe vivere soprattutto di turismo. Abbiamo senza dubbio un’enorme e smisurata offerta: percorsi culturali, città tra le più belle al mondo, luoghi bellissimi, percorsi enogastronomici, mare, montagna, percorsi rilassanti, ecc…Ma chi conosce davvero tutte queste possibilità di divertimento? Lo sanno pochi al mondo, direbbero tutti. Vero e purtroppo lo sanno pochi anche in Italia. Se prendiamo tutto il possibile turismo e lo concentriamo solo alle soluzioni relative al divertimento ci rendiamo conto che anche gli abitanti di una città non conoscono davvero tutto quello che la stessa città offre, tra percorsi enogastronomici, o prodotti tipici, ecc…
La soluzione, ovviamente, deve arrivare dai facilitatori. Un grande facilitatore è il web, e nel settore turistico sono i portali turistici.Oggi esiste una novità online che sta rivoluzionando le ricerche relative alle offerte online, alle promozioni e agli venti. Un marketi places particolarmente interessante.Stiamo parlando di www.cosasifaquestasera.it. Il portale italiano del divertimento. Nei suoi obiettivi c’è il desiderio di far conoscere ai suoi utenti le bellezze italiane, le eccellenze italiane, i prodotti tipici, e tutte quelle opportunità di divertimento che raramente hanno la forza economica di pubblicizzarsi al grande pubblico.Qualcuno lo ha paragonato ai vari groupon, groupalia, ma è molto di più di un portale di coupon.Qualcun altro lo ha paragonato a paginegialle. Ma oltre a presentare un sito interno per ogni struttura presente sul portale, presenta anche le loro offerte e gli eventi che organizzano.Qualcuno lo ha paragonato ai vari siti che parlano di intrattenimento e eventi, ma è molto molto di più.La grande differenza è quella che un utente che arriva sul portale riesce con pochi click  a trovare qualsiasi una soluzione alla sua esigenze di uscire, divertirsi e sentirsi appagato.Questo è un modo per facilitare la vita sia degli utenti che cercano sia delle strutture recettive che vogliono offrire il loro prodotto e non sanno come fare o non hanno la capacità economica per pubblicizzarsi.

Marc Chagall, una mostra a Cava de’ Tirreni

Il Marte di Cava de’ Tirreniospiterà le settantasette tavole realizzate dal celebre artistaMarc Chagall.Natura, cultura, scene bibliche, favole, creature viventi e figure mitologiche, questi i soggetti dell’evento che è stato curato daAda Patrizia Fiorilloe suddiviso in cinque cicli. 

Inoltre per il visitatore sarà possibile, oltre ad ammirare le opere dell’artista bielorusso, assistere a varie rappresentazioni teatrali, documentari, proiezioni cinematografiche, concerti, o partecipare a incontri, workshop, seminari e degustazioni a tema. 
Spazio anche all’arte della ceramica grazie alle opere da Maria Giovanna Benincasa, Enzo Bianco, Enzo Caruso, Antonio D’Acunto, Nello Ferrigno, Lucio Liguori e Adriana Sgobba.
Quando: 06 Giugno 2015 10:00 – 29 Giugno 2015 18:00

Dove: Cava de’ Tirreni Cava SA, Italia

Da Posillipo a via Partenope e Santa Lucia, il mare di Napoli si presenta in ottima salute

“Lo sapevate che il  mare di Napoli, è tutto balneabile, con valori eccellenti, da Posillipo al lungomare di via Partenope e Santa Lucia con la sola eccezione del tratto di San Giovanni a Teduccio e Bagnoli. E’ quando emerge dai dati diffusi dall’ARPAC, Agenzia Regionale di Protezione Ambientale. Una piacevole notizia per i cittadini napoletani e per i tanti turisti che nel periodo estivo affallano la città. Il mare è una risorsa straordinaria da tanti punti di vista, per la nostra città ed è importante che ritorni ad essere vissuto in tutti i modi. Sono tanti gli accessi, le discese e le strutture che con la fine delle scuole e l’arrivo del caldo ospitano adulti e giovani che sfruttano le potenzialità di una città di mare per dare inizio alla stagione estiva.

Vico Equense apre le porte al Social World Film Festival

Torna il Social World Film Festival, una entusiasmante Kermesse cinematografica ideata dal giovane direttore artistico Giuseppe Alessio Nuzzo. La mostra , che si terrà a Vico Equense dal 4 al 12 luglio 2015 avrà come testimonial e madrina dell’evento  la bellissima Valeria Golino: otto giorni di cinema per dare a registi e produttori, una giusta visibilità alle proprie opere, offrendo ai giovani talenti di uscire finalmente allo scoperto.

golino

La partecipazione al festival è totalmente gratuita, inoltre, garantisce la possibilità che l’opera sia selezionata per la proiezione nei tantissimi eventi internazionali organizzati dal “Social World Film Festival” che in soli cinque anni hanno coinvolto ventitré città in cinque continenti: New York, Vienna, Washington DC, Seoul, Busan, Los Angeles, Berlino, Barcellona, Amsterdam, Cannes, MonteCarlo, Parigi, Istanbul, San Francisco, Tokyo, Sydney, Marsiglia, Palma, Tunisi, Rio de Janeiro, Hong Kong, Jakarta.

LUGLIO A ISCHIA 699 EURO FAMIGLIA COMPLETA

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Per Info e Prenotazioni
Agenzia di Viaggi
Leave & Go
Via Demetrio Moscato 13
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Tel/Fax 089.253449
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Sito: www.leaveandgo.jimdo.com

Violenza psicologica sulle donne

Per fornire alcuni dati sulla violenza psicologica, in base a quanto riportato dall’ANSA lo scorso anno, ne sono vittima 7 milioni e 134 mila donne: le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%), lo sminuirla come donna e come persona (23,8%) e le intimidazioni (7,8%). Tutto questo rende necessario iniziative di sensibilizzazione e formazione rispetto a questo tema così importante e sottovalutato, sia in un’ottica di intervento sia in una preventiva, allo scopo di ridurre o, addirittura, far estinguere mostri come questi.

Questa sera, vi voglio parlare di un argomento che non finesce mai di stupirci e che sconvolge, ogni giorno la vita delle donne e di chi condive ed apprezza il mondo femminile.

Ogni qualvolta ci soffermiamo a pensare alla “violenza sulle donne” le prime immagini a cui pensiamo sono donne percorse o violentate, con i volti ed i corpi deturpati da lividi creati dal bisogno di esseri, perché chiamarli bestie o animali sarebbe un oltraggio a quest’ultimi, di sentirsi potenti e mostrare una forza che, in realtà, non posseggono. La violenza, tuttavia, ha una miriadi di facce che si nascondono anche nei gesti più “comuni”, in quei gesti che molte ragazze definiscono “pura gelosia che dimostra quanto mi ami”. Controllare il cellulare, spiare conversazioni o gestire la vita sociale non è gelosia, non è dimostrazione d’amore, è violenza psicologica. Quest’ultima spesso viene sottovalutata, in quanto difficilmente identificabile, talvolta per le vittime stesse che non la riconoscono come “violenza”. È invece fondamentale riconoscerne la portata, non solo in quanto anticipatrice di altri tipi di violenza, tra cui quella fisica, ma anche perché di per sé è causa di sofferenza in chi la subisce. Il termine “violenza psicologica” racchiude tutta quella serie di discorsi ed atteggiamenti che hanno come unico scopo quello di denigrare l’altra persona e il suo modo di essere. Appartengono, quindi, a questa definizione tutte quelle parole e quei gesti che hanno lo scopo di rendere l’altro insicuro e solo, malleabile, così da poterlo controllare e sottomettere.

manoLa violenza psicologica si articola seguendo una serie di comportamenti e gesti che diventano abituali e si rafforzano con il tempo. Una serie di gesti che solitamente seguono uno schema ben preciso: inizia tutto con il controllo sistematico dell’altro, passando poi alla gelosia e alle molestie assillanti, fino ad arrivare alle umiliazioni ed al disprezzo.
Il controllo può mostrarsi sotto forma di un comportamento eccessivamente geloso, ai limiti dell’ossessione, caratterizzato da sospetti infondati e continui. La donna non viene più riconosciuta come “persona” e si trasforma, quindi, in un oggetto da possedere in maniera esclusiva. La base della violenza psicologica è costituita dalle critiche avvilenti e denigranti che mirano all’autostima della persona, mostrandole che è priva di valore. Talvolta, per esempio, la donna può essere denigrata per il lavoro che svolge, può essere accusata di pazzia, criticata e derisa per il suo aspetto fisico o per le sue capacità intellettuali e talvolta, quando le critiche e le umiliazioni sono a sfondo sessuale, queste generano un senso di vergogna che diventa un ulteriore ostacolo al cercare un aiuto esterno. Molto spesso, in casi di violenza domestica, il controllo sulla donna si concretizza partendo da un progressivo isolamento: le viene impedito di lavorare e/o di avere accesso alle finanze, personali o comuni, di avere una vita sociale, di vedere gli amici e di conservare rapporti con quest’ultimi e con la famiglia, con l’unico scopo di renderla completamente dipendente dal compagno e di impedirle, così, di sfuggire al suo controllo. La violenza psicologica può includere, inoltre, minacce o atti intimidatori quali lo sbattere le porte, lanciare o rompere gli oggetti, maltrattare animali domestici, etc. Questi comportamenti, definibili come forma di violenza indiretta, servono a intimorire l’altro, minacciandolo mostrando la forza e la capacità di fare del male agli altri e a se stessi. La minaccia di suicidio rappresenta una violenza di estrema gravità in quanto porta il partner a sentirsi responsabile delle azioni dell’altro e a subire impassibile per il timore delle conseguenze di qualsiasi sua scelta. La continua denigrazione ed i sistematici insulti distruggono l’ autostima, e più in generale il senso di identità. Sentendosi continuamente disprezzata, la donna stessa comincerà ad odiarsi e a sentirsi non degna di essere amata e rispettata. La ripetitività di tali situazioni e le umiliazioni continue possono provocare un vero e proprio processo distruttivo, dal punto di vista psicologico, per la persona che subisce che, addirittura, può condurre al suicidio.
 
Ad aggravare maggiormente quel mostro che è la “violenza psicologica” è l’individuazione degli effetti che, mentre gli effetti della violenza fisica sono immediatamente visibili e facilmente diagnosticabili, sono molto più difficile da valutare. Si riscontrano, inoltre, delle difficoltà ad individuare le violenze psicologiche stesse poiché i loro confini sono poco definiti tant’è che la violenza psicologica spesso viene negata anche sia dalla vittima che dai testimoni, poiché non esistono ancora dati oggettivi che provano la realtà di ciò che la vittima subisce e questo fa sì che essa stessa dubiti di ciò che prova. Molti di questi comportamenti, infatti, se presi singolarmente, vengono spesso etichettati come “litigi di coppia”, ma è il carattere sistematico e la loro ripetitività nel tempo a definirli come una forma di violenza psicologica.

Preziosi Comuni Campani

Alla scoperta di prodotti unici che, raccontano usi e costumi di luoghi incontaminati dove è ancora possibile, trasformare con sola manualità le materie prime in frutti d’eccellenza-la salsiccia rossa di Castelpoto.

Castelpoto è un piccolo ma, delizioso paese situato nella splendida valle vitulanese, luogo ricco di eccellenze enogastronomiche, come la salsiccia rossa, un prodotto di alta qualità che, racchiude in sé una storica cultura contadina. La salsiccia rosso, prodotta rigorosamente in modo artigianale e nel rispetto delle più antiche ricette, trova le sue particolarità nell’impasto e nel clima che, regalano alla salsiccia rossa un sapore unico. L’impasto prevede una rigorosa scelta di carni suine, al netto di nervature e grasso, con macinazione a pezzi grossi. Pancetta e lardo vengono trattati allo stesso modo e mescolati tra loro con aggiunta di polvere di peperoncino, dolce o piccante, (di piccola taglia, lasciati ad essiccare in luogo angusto e successivamente passati in forno a legna) coltivati esclusivamente in loco. Un infuso di testa d’aglio per evitare che le carni si asciugano eccessivamente, sale e finocchietto selvatico per completare l’impasto. La fase dell’insaccatura, avviene dopo un periodo di riposo, in budello naturale.