Le 12 donne più eleganti del 2015

La donna più elegante del 2015? Senza dubbio, Eva Riccobono. A incoronare la modella, 32 anni, è il portale ‘World and Pleasure magazine’, Wap-Mag.com dedicato al luxury e al lifestyle, che ha stilato la classifica internazionale delle 12 donne più belle, affascinanti ed eleganti dell’anno. Icona di stile, la top model italiana, impegnata con il sound designer Matteo Ceccarini, da cui l’anno scorso ha avuto un figlio, Leo, ha sfilato per le maison più importanti al mondo, posando nel 2003 per il Calendario Pirelli firmato Bruce Weber. Madrina della Mostra di Venezia nel 2013, Riccobono è anche tra le protagoniste femminili di ‘Io che amo solo te’, il film con Laura Chiatti e Riccardo Scamarcio tratto dall’omonimo romanzo di Luca Bianchini.

Nella classifica segue al secondo posto l’attrice spagnola Amaia Salamanca, 29 anni, e la modella e attrice inglese Rosie Huntington-Whiteley, ex angelo di Victoria’s Secret , e uno dei volti del Calendario Pirelli realizzato da Terry Richardson. Una bellezza tipicamente anglosassone, dal fascino sofisticato ed elegante, come l’altra inglese presente al quarto posto della classifica, l’attrice Emma Watson , 25 anni, conosciuta per il ruolo della maghetta Hermione Granger nella saga di ‘Harry Potter’.

In quinta posizione troviamo Jessica Alba, attrice americana protagonista della serie televisiva di James Cameron ‘Dark Angel’ e più tardi la donna invisibile della pellicola della Marvel ‘I Fantastici Quattro’ e dell’adattamento del fumetto di Frank Miller ‘Sin City’. Al sesto gradino della top 12 si posiziona quindi l’attrice americana Jennifer Lawrence , premio Oscar per ‘Il lato positivo’, nonché protagonista della saga di ‘Hunger Games’ e dei film ‘American Hustle’ e ‘Winter’s Bone’, seguita in settima posizione dalla modella sudafricana Candice Swanepoel, anche lei angelo di Victoria’s Secret.

La modella e attrice americana Kate Upton, nota per avere posato per numerosi servizi fotografici, tra cui ‘Vogue Italia’ e per diverse edizioni di ‘Sports Illustrated’ dedicate ai costumi da bagno si colloca all’ottava posizione, mentLre Scarlett Johansson, considerata una delle icone sexy di Hollywood, e la modella brasiliana Alessandra Ambrosio , altro angelo di Victoria’s Secret, si sono classificate rispettivamente al nono e decimo posto della classifica. Chiudono la graduatoria, rispettivamente all’undicesimo e dodicesimo posto la modella australiana Miranda Kerr, testimonial di Swarovski, e la più giovane Caterina Ravaglia, classe 1994, protagonista sulle passerelle milanesi e volto delle campagne pubblicitarie di Missoni e Frankie Morello.

Glamour e burlesque

I capelli nero blu, il viso pallido e le labbra rosse sono il suo marchio di fabbrica. L’ex di Marilyn Manson è da anni una vera icona di stile. Tanto che molti stilisti l’hanno scelta per le loro sfilate, come Jean Paul Gaultier nella collezione di haute couture primavera-estate 2014. Per la regina del burlesque la bellezza è un’arte. La modella e showgirl americana lo rivela nel suo libro “Your beauty mark: The Ultimate Guide to Eccentric Glamour”. Nel manuale verranno ripercorse tutte le tappe attraverso cui è nato il suo stile inconfondibile. Non ci sono soltanto consigli riguardanti ‘trucco e parrucco’, ma anche guide alimentari, esercizi e cura della pelle. Tutto il necessario per valorizzare i punti di forza e realizzare un proprio stile.

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“Non è stato difficile differenziarsi, – rivela Dita Von Teese a Rolling Stone – gli altri libri sulla bellezza sono incentrati su regole e consigli su come ‘essere adeguate’. Questo volume ha una prospettiva completamente diversa di ciò che sono la bellezza e il glamour. Non mi interessa la bellezza naturale. Sono molto più colpita da quelle persone uniche che si sono trasformate in cigni grazie a uno stile del tutto proprio”. Mi piacciono le caratteristiche diverse dal comune e anche la bellezza stravagante, che è molto più rara e interessante del bell’aspetto. Amo l’arte del coltivare la propria individualità, e amo l’eleganza, la gentilezza e la generosità. Non esiste la bellezza se manca tutto questo.

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Creda che sia importante darsi delle priorità e concentrarsi, prendersi del tempo per curare te stesso può migliorare la giornata in tanti modi. La bellezza ha il potere di trasformare può incentivare l’autostima.

Travers Beynon è il re delle feste sfrenate

Sui social fa chiamare ‘The Candyman’, ma il suo nome è Travers Beynon e assieme a Tony Toutouni e Dan Bilzerian è tra gli uomini più ricchi e più eccessivi al mondo. Abbronzato, barba e muscoli da macho, il magnate del tabacco australiano è considerato tra i re di Instagram (il suo profilo vanta 439mila follower), dove ogni giorno posta decine di scatti che lo ritraggono in compagnia di donne in bikini o nude nella sua reggia da sogno, o mentre sfreccia a bordo di macchine extralusso. E ancora, Beynon ama immortalare le sue sedute di shopping, dove è sempre accerchiato da bellezze mozzafiato o i suoi numerosi allenamenti in palestra.

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A colpi di selfie e panoramiche alla sua collezione automobili, tra cui una Lamborghini d’oro, il multimiliardario non smette di far parlare di sé. Oltre alle foto in cui tiene a guinzaglio le sue party girl, di recente Beynon ha annunciato per il 5 dicembre prossimo uno dei party più scatenati dell’anno con animali da circo, performance e fuochi d’artificio, che si terrà nella sua Candy Shop Mansion, la villa ispirata alla Playboy Mansion del patron di Playboy, Hugh Hefner. Ma a chi lo giudica eccessivo o ‘finto’, ‘The Candyman’ non esita a rispondere a colpi di hashtag, elargendo consigli a chi vuole seguire le sue orme.

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Solo qualche giorno fa sui social aveva pubblicato un post con tre donne in lingerie in cui ribadiva che tutto quello che ha avuto nella vita se lo è guadagnato con il sudore: “Molti di voi credono che la mia vita sia una messa in scena e mi giudicano, dicendo ‘ma come fa a vivere così?’.

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Io vi guardo e penso ‘Ecco a cosa assomiglia la morte’. Ho lavorato, mi sono rialzato, ho guadagnato e mi sono rialzato, ho messo soldi da parte e mi sono rialzato, ancora, ancora e ancora. Ora faccio questa cosa che si chiama ‘quel che cavolo di pare’, ma devo sempre continuare a rialzarmi”.

Rozzano: il preside rimettere il mandato

La valanga di polemiche questa volta è stata più imponente del solito, e anche bipartisan, contro la decisione del preside Marco Parma, tanto da indurlo ha rimettere il mandato di reggente ma, limitatamente alla scuola primaria dell’istituto comprensivo Garofani di Rozzano.
Non è annullando la nostra identità che si tutelano le minoranze. In una sana laicità si rispettano tutte le fedi, ma si tutelano e si coltivano le radici di un popolo”. La verità e che la feste di carattere religioso a scuola non avrebbe creato nessuna situazioni di disagio tra i bambini, lo assicurano le stesse associazioni islamiche di Milano, “non è mai stata un problema per i musulmani in questo Paese”.

La Terra ha lunghissimi ‘capelli’

Il Sistema Solare potrebbe essere più “capellone” di quanto ritenuto finora: un nuovo studio pubblicato sull’Astrophysical Journal da Gary Prézeau del JPL NASA, ipotizza l’esistenza di lunghi filamenti di materia oscura, o “capelli”.

La materia oscura è una sostanza invisibile e misteriosa che rappresenta il 27% circa di tutta la materia e l’energia dell’universo. La materia visibile costituisce solo il 5% dell’universo: il resto è energia oscura, un fenomeno associato con l’accelerazione dell’universo in espansione. Né la materia oscura né l’energia oscura sono stati direttamente rilevati, anche se numerosi esperimenti tentano di svelarne i misteri.

Credit: NASA/JPL-Caltech

Gli scienziati sono certi che la materia oscura esista e la teoria più accreditata è quella per cui la sostanza sia fredda non interagisca con la luce. Secondo alcuni calcoli e simulazioni, la materia oscura formerebbe un flusso di particelle che si muove alla stessa velocità ed orbiterebbe in galassie come la nostra.

La ricerca guidata da Prézeau ha scoperto che quando questo flusso è vicino a un pianeta, il flusso di particelle si concentra in un filamento molto denso, o “capello“, di materia oscura. In effetti, dovrebbero essercene di numerosi che si diramano dalla Terra. Un flusso di materia ordinaria non attraverserebbe la Terra per fuoriuscire dal lato opposto, ma da punto di vista della materia oscura, il nostro pianeta non rappresenta un ostacolo.

I “capelli” hanno radici, una parte concentrata di particelle, e punte, dove termina il capello. “Se potessimo scoprire la posizione, si potrebbe inviare una sonda e raccogliere un’immensità di dati sulla materia oscura,” ha dichiarato Prézeau.  Purtroppo però questo è ancora impossibile perchè la materia oscura non è mai stata osservata direttamente. Secondo i fisici è fatta di particelle fredde e oscure, che non emettono luce e neanche interagiscono con essa.
L’unica spia della sua presenza è nella gravità che esercita sulla materia ordinaria, cioè quella che vediamo e di cui siamo fatti anche noi essere umani e che costituirebbe appena il 5% del cosmo; il restante 68% sarebbe costituito da energia oscura, che si pensa sia il motore dell’accelerazione dell’espansione dell’universo. Secondo i calcoli e le simulazioni fatti negli ultimi dieci anni, nella Via Lattea ci sarebbero flussi di materia oscura che si muovono alla stessa velocità della nostra galassia. ”Un flusso può essere molto più grande del Sistema Solare, e ci sono molti flussi che passano nelle nostre vicinanze” ha detto Prézeau. Ed è quando una di queste ‘correnti’ attraversa un pianeta come la Terra che, secondo la simulazione, le particelle si concentrano in filamenti sottilissimi e molto densi, simili a capelli. 

Le ragazze dell’Oxford rugby: nude contro i disturbi alimentari

Il prossimo 10 dicembre l’Oxford University di rugby femminile celebrerà un evento storico: giocherà, per la prima volta nella storia delle due squadre, contro Cambridge a Twickenham, il tempio del rugby per eccellenza che solo poche settimane fa ha fatto da cornice al successo iridato del Sudafrica. Ma prima di affrontare le rivali di sempre, le ragazze di Oxford sono scese in campo, senza divisa, “per promuovere l’immagine positiva della donna e la bellezza del corpo atletico”. 

Per la seconda volta, infatti, le ragazze hanno posato senza veli per un calendario, parte del ricavato del quale sarà devoluta all’associazione Beat, che si occupa di disturbi dell’alimentazione. Due anni fa a beneficiare dell’iniziativa fu invece l’associazione “Mind your Head”, impegnata nella cura dei disturbi mentali. 
“Lo shooting è stata un’esperienza divertente per tutta la squadra e il fatto di fare qualcosa tutte insieme per il nostro club e per la raccolta fondi ci ha dato il coraggio per affrontare nude un freddo pomeriggio di ottobre” scrivono le ragazze sul loro sito. 

Per acquistare il calendario (al costo di 10, 12 oppure 14 sterline) basta andare sul sito www.ourfcwomensnakedcalendar.com

Giornate Professionali di Cinema

Tredici anteprime, incontri con artisti, proiezioni per le scuole, la Festa di accensione dell’Albero di Natale e la cerimonia di consegna dei Biglietti d’Oro 2015 sono tra gli appuntamenti, in programma dal 29 novembre al 5 dicembre, che le Giornate Professionali di Cinema dedicano al pubblico della città di Sorrento. Realizzati nell’ambito del progetto “M’illumino d’inverno”, promosso dal Comune di Sorrento, gli appuntamenti vedranno la partecipazione di tanti artisti a cominciare dall’incontro di martedì 1 dicembre alle 21, al Cinema Armida, con il cast del film Festa di una famiglia allargata, alla presenza della regista Simona Izzo, di Ricky Tognazzi, degli interpreti Max Gazzè e Myriam Catania e dell’aiuto regista Roberto Urbani.
Un omaggio a Pier Paolo Pasolini è in programma mercoledì 2 dicembre alle 17.30 presso la sala consiliare del Comune di Sorrento con la presentazione del libro La macchinazione alla presenza dell’autore David Grieco. Nella stessa giornata, alle 21 al Cinema Armida è prevista l’anteprima del film I giocatori con la partecipazione dell’attore e regista Enrico Ianniello e degli interpreti Renato Carpentieri, Tony Laudadio, Marcello Romolo e Andrea Renzi. Il 3 dicembre alle 18 è invece in programma l’anteprima di Come saltano i pesci alla presenza del regista Alessandro Valori e del cast composto da Biagio Izzo, Brenno Placido, Giorgio Colangeli, Simone Riccioni e Marianna Di Martino.
Tra le altre anteprime per il pubblico, La isla minima di Alberto Rodriguez (29 dicembre – Armida, ore 21.30), Belle & Sebastien – L’avventura continua di Christian Duguay (30 novembre – Hilton Sorrento Palace, ore 18.15), Occhi chiusi di Giuseppe Petitto con Antonia Liskova (30 novembre – Armida, ore 21.30), preceduto alle 21 dal cortometraggio Black Comedy di Luigi Pane, Wax: We are the x di Lorenzo Corvino con Rutger Hauer e Andrea Renzi (1 dicembre – Armida, dopo l’incontro con il cast di “Festa di una famiglia allargata”), I milionari di Alessandro Piva con Francesco Scianna e Valentina Lodovini (3 dicembre – Armida, ore 16), Lupin III di Ryuhei Kitamura (3 dicembre – Armida, ore 21.30), Amore, furti e guai di Muayad Alayan (4 dicembre – Armida, ore 21.30), A Perfect Day di Fernando León de Aranoa con Benicio Del Toro e Tim Robbins (5 dicembre – Armida, ore 21.30). Previste inoltre due anteprime riservate alle scuole, a cura dell’Agiscuola, dei film A testa alta di Emmanuelle Bercot e Giotto, l’amico dei pinguini di Stuart McDonald.
Tra gli altri appuntamenti per la città la Festa di accensione dell’Albero di Natale in programma nel pomeriggio del 30 novembre in Piazza Tasso, alla presenza del “costume character” di Alvin, protagonista di Alvin Superstar 4.
Organizzate dall’Anec, associazione nazionale esercenti cinema, in collaborazione con gli esercenti dell’Anem e i distributori dell’Anica, le Giornate Professionali di Cinema si svolgeranno a Sorrento dal 30 novembre al 3 dicembre. Nel corso della manifestazione vengono presentati i film in uscita nei prossimi mesi ad una platea di operatori del settore.
In programma anche la consegna dei Biglietti d’Oro del cinema italiano, il premio che l’Anec attribuisce ai maggiori successi al botteghino dell’annata cinematografica, in programma nella serata di mercoledì 2 dicembre all’Armida alle 20. 

Prepararsi all’esame: I diversi stati d’animo degli studenti

Come ogni esperienza traumatica a lungo svolgimento, anche l’approccio all’esame si sviluppa in fasi: vorresti essere stato diligente e attento, così come ti eri proposto di fare. Come al solito, però, i buoni propositi si devono scontrare con la realtà e tu arrivi al limite del tempo x (nel nostro esempio, un mese) con ancora i buoni propositi ma senza organizzazione. Skuola.net sintetizza gli stati d’animo dergli studenti che devono affrontare la prova dell’esame.Manca un mese alla sessione di esami. E tu ti senti potente: ti mancano quattro esami per essere in pari, e la cosa più logica che ti viene in mente di fare è cominciare a leggere per darli tutti: non importa se il carico di lavoro per esame è di 1000 pagine, 742 ore di laboratorio e plichi infiniti di appunti universitari. Se dici che ce la farai, tu ce la farai. Inizi a studiare di giorno, di notte, imposti un timer per cambiare materia ogni due ore. Ti convinci che questo metodo di studio sia più funzionale: sicuramente mantiene la soglia dell’attenzione più alta. O forse sono stati quei venticinque caffè che hai bevuto a colazione? Gli occhi allucinati e la tua scarsa igiene ti rendono inavvicinabile alla società, ma nella tua visione distorta del mondo anche questo isolamento forzato serve per studiare meglio.

E invece no, arrivi a metà mese e l’idea di aver esagerato un po’ fa capolino tra i tuoi pensieri. Forse sono i repentini attacchi di tremore e ipertensione, forse il fatto che i tuoi coinquilini iniziano a palesare un certo timore nei tuoi confronti. Sta di fatto che adesso sai di dover scegliere di portare avanti solo alcuni esami. Il problema è: quali? Inizi a contare le pagine, anche una riga in meno di programma fatto può fare la differenza. Il calcolo è meticoloso, logico, non lascia spazio a sentimenti ed emozioni: freddamente, decidi quale esame debba essere fatto e come sviluppare il tuo studio facendo riferimento a tutte le formule matematiche che la tua mente riesce a richiamare. Ovviamente calcolare e computare sono attività che richiedono tempo: una giornata se non due vengono trascorse nella programmazione.Sono passati altri tre giorni, e la data dell’esame è ancora più vicina. Le iniziali sensazioni di potenza e vittoria, sostituite poi dal logico e freddo calcolo, lasciano spazio ad una fitta e grama disperazione: l’ansia non ti permette di dormire, di mangiare, la tua vita viene scandita da picchi di panico più o meno alti mentre cerchi di ovviare al male di vivere dovuto alle dispense di diritto penale. Trovi che la doccia sia il luogo ideale dove trovare la tua catarsi, e l’azione più spontanea non appena l’acqua inizia a scorrere è piangere ascoltando Adele per non pensare al fatto che sei indietro con il programma. L’idea di lasciarsi con il fidanzato ti pare più gradevole della tua programmazione di vita da studente sotto esame.Decidi di asciugarti le lacrime e lasciare Adele nell’archivio più remoto del tuo hardware. Ragioni sul fatto di aver perso ancora due giorni piangendo nella doccia e realizzi che no, non è stato il modo più efficiente per ottimizzare il tuo tempo. Disperarsi non serve a niente: tanto vale occupare un angolino del divano e dondolare sul bacino ripetendoti che non ce la farai mai. Tra un dondolio e l’altro trovi la forza di fare lo sprint finale. Mancano ancora una decina di giorni, puoi farcela. Studi forsennatamente cercando di rimediare ai giorni passati a piangerti addosso sotto la doccia. Scrivi sui social citazioni incoraggianti tipo “volli, volli, fortissimamente volli” cercando il conforto di cui hai bisogno nei likes. Posti una serie di foto scaramantiche del libro in svariate posizioni su Instagram con annesse frasi ironiche per esorcizzare il terrore di non star facendo abbastanza. Togli app dallo smartphone, silenzi ad interim i gruppi su WhatsApp. Fai tutto quello che rientra nelle tue facoltà per ottenere la sapienza, compreso comprare integratori miracolosi che promettono di renderti più intelligente e guardare video di training autogeno su Youtube per indurti a studiare di più.Ti devi arrendere alla realtà: i tuoi tentativi di redenzione non sono valsi a molto. È l’ora di riprendere posto sul divano, raccattare la copertina marrone, e ricominciare a dondolare come solo uno studente scoraggiato sa fare.Notte prima dell’esame, notte di devozione a tutte le divinità possibili per passare l’esame. “Oh, grande Kevin Bacon, fammi passare l’esame!” oppure fai riferimento al sempiterno karma: in fondo, nel ’96 hai dato i soldini a scuola per l’adozione a distanza, a qualcosa dovrà pur valere no? Poi non hai mai fatto nulla di male, l’equilibrio cosmico ti aiuterà domani…

Un giusto abbinamento tra musica e cibo per una raffinata serata

Azzeccare i giusti abbinamenti a tavola è fondamentale. Il contorno che si sposa al meglio con le carni o con il pesce, il vino che esalta il gusto di ogni portata, la presentazione che valorizza forme e colori oltre ai sapori. Perfino gli abbinamenti cromatici tra le stoviglie, la tovaglia e l’ambiente circostante possono fare la differenza tra un pasto qualsiasi e un momento speciale.

Tra i tanti binomi che si incontrano a tavola, quello fra musica e cibo è uno dei più creativi e suggestivi, sia che si parli del sound che accompagna un momento conviviale sia che si tratti di vera e propria musica fatta con ingredienti commestibili. Curare l’atmosfera sonora è il tocco magistrale che rende una cena esattamente come la desiderate, unendo i commensali molto più di tante conversazioni.

Tra i generi musicali che più spesso vengono accostati alla buona tavola spicca il jazz. Non un genere perfettamente definito, ma un contenitore di suoni che accoglie i più grandi talenti della musica moderna da tutto il mondo. Genere musicale che calza a pennello per un’occasione speciale o per un intimo tête-à-tête. La voce di Norah Jones sembra fatta apposta per una serata di luci soffuse e sapori ricercati e delicati: come primo una zuppa o una vellutata, e per secondo una portata di pesce. Per dessert un dolce a base di fragole, che per la dolcezza si sposano benissimo con i toni gentili della voce della cantante newyorchese. Con un menù (e una playlist) così, solo un imprevisto clamoroso può rovinare la serata.

Cena gourmet sulle note di Miles Davis

Viene considerato unanimemente uno dei geni della musica moderna. Miles Davis è il trombettista che dopo aver inventato uno stile non si fermava e ne inventava un altro, ogni volta spiazzando e sorprendendo. Così anche una cena sulle note del funambolico musicista americano deve evitare a ogni costo la monotonia. Sapori contrastanti nei singoli piatti e tra una portata e l’altra, proprio come Davis era solito fare da un disco all’altro. Vedi ad esempio i suggerimenti della pagina World Recipes di Expo 2015, dove dolce e salato, frutta e carne convivono nella stessa ricetta.

Iniziate con un piatto dall’aspetto più tradizionale, giocato sul sempre interessante contrasto dolce/salato. Poi, come Davis mise da parte i vecchi schemi del bebop inventando sonorità più libere, anche voi portate in tavola qualcosa di spiazzante, scegliendo per il secondo un contrasto di consistenze, ad esempio un piatto di carne servito con frutta. Per finire ci vuole qualcosa di elettrizzante, come l’ultima stagione di Miles Davis a base di tastiere e amplificatori: un dessert preparato con il contributo di ingredienti salati, i salumi ad esempio. Un viaggio tra i sapori che lascerà il segno.

Ci vuole un talento di casa nostra per fare il giro del mondo a tavola. Il trombettista sardo Paolo Fresu si distingue per le numerose collaborazioni con musicisti di tutto il mondo alla ricerca di un incontro fra diverse sonorità e culture. Quale migliore sottofondo musicale per una serata alla scoperta dei sapori di tutti i continenti, magari osando anche in questo caso con i contrasti? Potete iniziare con i tacos con guacamole e salsa piccante, per stemperare con un piatto di riso basmati servito con verdure al curry (o in alternativa utilizzate il cuscus invece del riso) per finire con un dolce a base di cocco. Il giro del mondo è servito, a tavola e in filodiffusione!

Questi sono solo alcuni suggerimenti musicali per la vostra cena speciale: avete altri artisti da suggerire, e con quali abbinamenti fra musica e cibo?

Lo spreco che uccide il pianeta: 1,3 miliardi di tonnellate di cibo finiscono nell’immondizia

1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono date in pasto all’immondizia: 670 milioni provengono dai paesi industrializzati, 630 da quelli in via di sviluppo. Per un totale di 750 miliardi di dollari, ovvero 565 miliardi di euro.
Sono i dati sullo spreco alimentare che la Fao ha riportato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Se a questi grandi numeri non riuscite a dare un valore tangibile vi aiutiamo noi: quello che buttiamo sarebbe in grado di sfamare 2 miliardi di persone, un dato “non eticamente sostenibile” per usare le parole con cui ha commentato Coldiretti. Perché ad avere bisogno di cibo sono ancora 805 milioni di persone.

Ecco il paradosso: paesi sviluppati e in via di sviluppo discutono su come “Nutrire il pianeta”, si adoperano per trovare geniali e innovative soluzioni che mettano fine alla fame del mondo e pongano rimedio alla crescita demografica. E nello stesso momento, buttano nella spazzatura una quantità di cibo che potrebbe sfamare la popolazione mondiale.

Lo spreco che uccide il pianeta
A ciò che abbiamo detto, come se non bastasse, si aggiunge il fatto che gli alimenti prodotti e non consumati hanno un impatto pesantissimo anche sullo stato di salute del nostro pianeta. Sapete quanto è “costato” all’ozono produrre quel miliardo e mezzo di tonnellate? Immaginate le immissioni di Co2 causate dai trasporti su strada negli U.S.A. e moltiplicatele per due: 3,3 miliardi di tonnellate.

Come ridurre gli sprechi alimentari? Rimedio numero 1
Se n’è parlato al seminario sulla lotta agli sprechi alimentari organizzato dal Governo in occasione della Giornata Mondiale dell’ Alimentazione. E si è arrivati alla conclusione che ogni rotella dell’ingranaggio dell’industria alimentare, dal contadino al consumatore, deve contribuire all’inversione di rotta.
Primi fra tutti, sicuramente, i produttori: circa il 54% del cibo infatti viene sprecato nella fase di produzione, lavorazione post-raccolto e stoccaggio. Il restante 46% si perde invece durante la lavorazione, la distribuzione e il consumo. Il primo passo da fare è dunque quello di migliorare le tecnologie attualmente responsabili di questa dispersione. Il secondo:sensibilizzare il consumatore.

Rimedio n.2: educazione anti-spreco
Quali sono le cause che inducono il consumatore allo spreco?
Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market, intervistato da “L’Huffington Post”,risponde che la prima motivazione che fa finire un alimento nel cestino è l’aver fatto la muffa, seguita dai cibi scaduti, andati a male fuori dal frigo -nel caso di frutta e verdura- e per cattivo odore o sapore. Ci sono poi cause minori come l’aver cucinato troppo cibo e l’aver calcolato male gli acquisti. Bisogna quindi educare il consumatore a cambiare abitudini e a fare maggiore attenzione, dandogli gli strumenti per evitare lo spreco del cibo.

Una lezione che l’Italia, comincia lentamente a far sua: l’ultimo sondaggio realizzato dall’Osservatorio sugli sprechi alimentari Waste Watcher promosso da Last Minute Market, ci dice infatti che, in soli 4 mesi, la quantità di cibo sprecato settimanalmente dagli italiani è scesa da 213 a 198 grammi.

Rimedio n. 3: tecnologia
Negli ultimi anni lo abbiamo capito: per tutto il resto c’è l’app. C’è sempre un’app che ci viene in aiuto, in qualsiasi momento e per qualsiasi azione della nostra quotidianità. Ci sono persino delle app che ci aiutano nella lotta contro l’abitudine allo spreco. Noi vi segnaliamo Fame Zero, app creata dalla Caritas per supportare l’omonimo progetto, che vuole coordinare donatori, distributori e centri di raccolta cibo. Se app, iphone e smartphone non fanno per voi, abbiamo anche una community scambiacibo, che vi consente di barattare gli alimenti che pensate di non consumare.

Gli strumenti per contenere lo spreco alimentare ci sono: non abbiamo più alibi a difendere la nostra disattenzione.