Cerca di accarezzare l’orso ma ci rimette un braccio

Infila una mano nella gabbia dell’orso e ci rimette un braccio. Un video documenta la folle impresa di un uomo, probabilmente ubriaco, che si è di fatto consegnato ad un orso nella città russa di Murmanskaya Oblast. L’uomo, nonostante gli avvertimenti di altre persone presenti (“Idiota, non farlo”) infila la mano tra le sbarre della gabbia, forse per accarezzare l’orso. L’animale reagisce immediatamente azzannando il braccio della vittima. Come riferisce la stampa inglese, l’uomo è sopravvissuto ma ha perso l’avambraccio.

44 cervelli italiani tra le ‘Beautiful minds 2015’

Ci sono 44 scienziati che lavorano in Italia nella lista dei migliori 3.100 cervelli internazionali, ovvero i ricercatori che hanno firmato le pubblicazioni scientifiche più citate (highly cited) nel mondo nel periodo 2003-2013. Di questi 44, circa una ventina sono impegnati in discipline mediche e farmaceutiche.

A censirli il rapporto diffuso di recente ‘Beautiful minds 2015’ – le menti scientifiche più influenti al mondo – della Thomson Reuters che elenca, sui 9 milioni di ricercatori attivi a livello mondiale, i ‘cervelli’ che più hanno influenzato il progresso scientifico. L’area di studio che riguarda la ricerca medica è quella più rappresentata nella classifica, sia per numero di ricercatori che di studi.

Non a caso al vertice dell’elenco si posiziona una ‘bella mente’ di questo settore. Ed è una donna: Stacey B. Gabriel del Broad Institute del MIT e di Harvard che ha contribuito all’evoluzione del settore con 25 citatissimi studi, in particolare legati al progetto Cancer Genome Atlas (TCGA), con gli identikit molecolari di tumori di seno e polmone. Mentre più recentemente ha contribuito esaminare le basi genetiche della schizofrenia e del morbo di Alzheimer.

Tra le ‘beautiful minds’ italiane: gli ematologi Michele Baccarani, dell’università di Bologna e Mario Boccadoro delle Molinette di Torino; il cardiologo Antonio Colombo del centro cuore Columbus di Milano; l’oncologo Goldhirsh Aron, istituto europeo di oncologia di Milano; il cardiologo Aldo Pietro Maggioni, direttore del centro di ricerca Anmco.

E ancora: Giuseppe Mancia, docente di medicina interna dell’Università Bicocca di Milano; Antonio Palumbo ematologo dell’università di Torino; Giuseppe Remuzzi, ematologo e nefrologo del Mario Negri; l’ematologo Giuseppe Salio università di Torino; l’oncologo Salvatore Siena, coordinatore Scientifico del Niguarda Cancer Center di Milano, l’immunologo Alberto Mantovani dell’Humanitas di Milano; Serena Sanna e Manuela Uda entrambe dell’istituto di ricerca biomedica e genetica del Cnr di Cagliari;

Ci sono poi Alessandra Carattoli biologa molecolare dell’Istituto Superiore di sanità; il biochimico Vincenzo di Marzo; Andrea Scozzafava della facoltà di Farmacia dell’università di Firenze; Francesco Maria Veronese del dipartimento di scienze farmaceutiche dell’università di Padova .

Salmo: “Con ‘Hellvisback’ porto Elvis nel mio inferno e lo rendo fumetto”

Si intitola ‘Hellvisback’, il nuovo atteso album di Salmo, che esce il 5 febbraio ed è un disco con 13 brani inediti ma anche un fumetto. Come il titolo suggerisce, è un omaggio ad Elvis Presley, cui Salmo s’ispira per la creazione di un nuovo supereroe nato negli inferi, Hellvisback appunto, e diventato l’emblema della sua nuova pubblicazione. “L’idea era di prendere un’icona, un personaggio vecchio stampo e mixarlo con qualcosa di odierno, di attuale. Quindi ho pensato ad Elvis, gli ho messo la maschera, l’ho fatto incontrare con il mio mondo ed è venuto fuori lui: Hellvisback!”, spiega all’AdnKronos Salmo, all’anagrafe Maurizio Pisciottu, classe 1984. L’artista pioniere dell’hip hop 2.0, riesce insomma a stupire ancora una volta con un progetto ricco di idee e contenuti, presentato ieri sera in anteprima al Red Bull Followers durante un evento esclusivo. Un album dalla forte matrice autobiografica, come testimonia il singolo di lancio ‘1984’ (“ho avuto bisogno di dire questo sono io, questa è la mia storia, un pezzo ego-trip, un libro di foto ricordo”, dice Salmo), ma che lascia spazio anche a molto altro.

Grande novità che mette ancora una volta in luce l’eclettismo dell’artista è il n. 0 del fumetto che accompagna la Deluxe Edition: tutto ha inizio con la morte di Salmo che si ritrova all’inferno con Elvis. Dalla fusione dei due personaggi ha origine Hellvisback, il supereroe che combatterà Satana per impedire una nuova Apocalisse. Ma le avventure del supereroe con volto di Elvis e inconfondibile maschera di Salmo non finiranno con questo numero.

Un disco molto personale arricchito da tre featuring d’eccezione: ‘Bentley vs Cadillac’ feat. Travis Barker (Blink 182), ‘Il messia’ feat. Victor Kwality & Travis Barker, ‘Peyote’ feat. Sbcr (Sir Bob Cornelius Rifo aka The Bloody Beetroots). ‘Hellvisback’, prodotto dallo stesso Salmo e da Low Kidd, è disponibile in molteplici versioni: Cd standard, Deluxe Edition (cd+fumetto), Deluxe Limited Edition numerata (cd + fumetto + vinile + t-shirt) e vinile.’Hellvisback’ è stato anticipato dal singolo ‘1984’, brano autobiografico e molto potente, scritto, prodotto e interpretato dallo stesso Salmo. Da sempre i video di Salmo sono dei veri e propri eventi sul web. E anche con quello che accompagna il brano di lancio, l’artista non ha deluso i suoi fan. “Ho pensato di mettere insieme, rifacendone alcune scene, alcuni video che hanno segnato la mia storia”, spiega l’artista. Prodotto da Lebonski Agency & YouNuts con la regia di AC/DC – N. Celaia, A. Folino, A.Usbergo, il videoclip ha raggiunto in un mese oltre 3 milioni di visualizzazioni. Non meno originali sono i video di “Io sono qui” e “Giuda”, diretti da A. Folino e C. Perria che, a poche ore dalla loro pubblicazione, hanno totalizzato oltre 200.000 views.Chiamato da Jovanotti ad aprire il suo tour negli stadi 2015, Salmo è uno dei pochi artisti che riesce a mettere d’accordo appassionati di vari generi musicali (rap, metal, punk, hardcore, rock). La fusione dei vari linguaggi e la potenza del suo sound sono la sua firma artistica.

David Bowie, eredità da 100 mln di dollari divisa tra moglie e figli

David Bowie ha lasciato un’eredità di circa 100 milioni di dollari, secondo quanto contenuto nel testamento della rockstar, il cui contenuto è stato reso pubblico a New York. La metà di quanto lasciato da Bowie andrà alla sua vedova, Iman, insieme con la casa in cui vivevano nella Grande Mela. Il resto è condivisa tra il figlio e la figlia.

È stato anche rivelato che Bowie aveva chiesto che le sue ceneri fossero disperse a Bali con un rituale buddista. Il cantante è morto di cancro il 10 gennaio, a 69 anni appena compiuti.

Nel testamento, depositato in un tribunale di Manhattan venerdì sotto il nome legale di Bowie, David Robert Jones, è previsto anche che l’assistente personale della star, Corinne Schwab, riceva 2 milioni di dollari e che un altro milione venga corrisposto ad un ex bambinaia, Marion Skene. Il figlio di Bowie, Duncan Jones, e la figlia, Alexandria Zahra Jones, hanno ricevuto entrambi il 25% del patrimonio. Ad Alexandria è stata lasciata anche una casa nello stato di New York.

Nel testamento, scritto nel 2004, Bowie ha chiesto di essere cremato a Bali e che le sue ceneri fossero disperse sull’isola indonesiana, ma ha anche disposto che se la cosa non fosse stata praticabile fossero disperse altrove ma in ogni caso “in conformità con i rituali buddisti”. Non è chiaro se la cosa sia già avvenuta. Il corpo di Bowie è stato cremato il 12 gennaio nel New Jersey, secondo quanto riportato sul certificato di morte allegato al testamento. Ed è stato riferito che nessun familiare o amico era presente alla cremazione, in accordo con i desideri del musicista.

Bowie, com’è noto aveva pubblicato il suo nuovo album, ‘Blackstar’, appena due giorni prima della sua morte. Ed il disco è stato dunque interpretato come il suo epitaffio. L’album è al numero uno nelle classifiche del Regno Unito da tre settimane e nelle prime posizioni delle classifiche in moltissimi paesi del mondo. In Italia ha esordito al primo posto e questa settimana è al terzo posto.

Attacco hacker di Anonymous al sito del Family Day: “Stop Omophobia”

“Stop Omophobia, love is love”. E’ il messaggio lanciato da Anonymous che ha hackerato per alcuni minuti il sito del Family Day. “La manifestazione del 30 gennaio, contro i diritti dei propri concittadini dà l’idea di quanto la battaglia per i diritti Lgbt nel nostro Paese sia molto complessa – scrive Anonymous sul suo blog -. Oggi sarete in piazza in migliaia; nonostante facciate fatica ad immaginarlo, è molto probabile che tra i vostri figli vi siano molti ragazzi e ragazze che, anche se non vi hanno mai confidato nulla, sono gay, lesbiche, bisessuali e transgender e che, in questo momento, si stanno chiedendo se avranno una vita felice come tutti i loro fratelli e amici, oppure no”.

“Quali stati d’animo pensiate possano prevalere quando vi sentiranno urlare in piazza che c’è una sola famiglia e che essere omosessuali, bisessuali, transessuali, ‘non è naturale?'”, chiede Anonymous.

Le graffette non fermano solo i fogli, 15 trucchi che vi cambiano la vita

Le graffette? Servono solo per fermare i fogli… e invece no. Un video mostra 15 usi diversi dal semplice fermacarte che possono essere utili soprattutto in casa.

Una serie di trucchi ingegnosi, da quello per spremere il tubetto del dentifricio a quello per appendere calendario e penna insieme. Ma i più utili sembrano essere quelli riguardanti smartphone e computer. Se non volete che i fili degli alimentatori si pieghino o si intreccino, attaccate delle graffette alla vostra scrivania e fateci passare in mezzo il filo, che rimarrà così dritto abbassando le probabilità di rottura o mal funzionamento. Stesso discorso per le cuffie, che possono essere arrotolate in modo ordinato e sicuro attorno a una semplice graffetta. Ecco il video sorprendente che vi aiuterà a scoprire i più svariati trucchi nascosti dietro le graffette.

Scippo in strada, ma c’è Superman a bloccare il ladro

Superman sventa uno scippo. Nei film e nei fumetti, la scena non è una novità. Per gli abitanti di Gloucester, in Inghilterra, la sorpresa è stata notevole. Antonio Cortes, 32 anni, indossava il costume del supereroe per raccogliere fondi destinati all’organizzazione no profit ‘Give A Smile UK’. Mentre si aggirava per strada con la tuta azzurra e il mantello rosso, Cortes ha sentito le urla di una donna e ha placcato un uomo che stava cercando di scippare la vittima nei pressi di una banca. “Ho visto che la signora era -ha detto- in difficoltà, ho pensato ‘Bisogna fare qualcosa’ e sono intervenuto. Ho fatto qualcosa di buono, è una sensazione molto gratificante”.

Luxuria: “A letto quelli di destra sono più porcelloni” /Ascolta

Ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio2, Vladimir Luxuria dopo aver parlato di unioni civili, “tappa per arrivare al matrimonio per tutti”, e stepchild adoption, ha rivelato: “A letto sono meglio quello di destra, più disinibiti e porcelloni. Quelli di sinistra si fanno un sacco di paranoie”.

Percorre 600 km di strada e dopo tre anni ritorna dal suo padrone

Ha percorso 600 chilometri e dopo tre anni è tornato dal suo padrone. Protagonista di questa incredibile storia è il cane Rocky, che, rubato nell’estate del 2006, è riuscito a ritrovare la strada di casa e il suo proprietario Ibrahim, un siriano che vive in Italia da circa dieci anni. A riportare la storia che arriva da Marina di Carrara è ‘La Vita in diretta’, su Rai Uno. Ibrahim racconta alla trasmissione di aver preso Rocky in un canile, quando era ancora un cucciolo. Da quel momento i due non si sono più separati fino al giorno in cui il cane – secondo quanto raccontato da alcuni testimoni a Ibrahim – sarebbe stato portato via da alcuni rom. Era finito a Salerno da una famiglia che lo aveva adottato ma per rivedere il suo padrone è scappato percorrendo 600 chilometri. “Da oggi in poi – assicura Ibrahim a ‘La Vita in diretta ‘- Rocky starà sempre con me, per me è come un figlio”.

Arriva dalla Norvegia la ‘vera’ catwoman

Dalla Norvegia sbuca la ‘vera’ catwoman. E’ Nano, ventenne di Oslo che afferma di essere un gatto nato in un corpo umano.

Odia l’acqua e comunica solo con miagolii. Non ha la conformazione fisica del felino ma ha compensato – riporta l’emittente svedese Nrk- indossando un paio di orecchie finte e una coda artificiale. Spesso cammina anche gattoni e gratta le ‘zampe’ contro la finestra.

Il video della sua intervista su Youtube ha totalizzato quasi 1 milione di visualizzazioni, ed è spuntata anche una pagina fan su Facebook, ‘Nano The Cat’. “Alla mia nascita c’è stato un difetto genetico – racconta Nano – e ho realizzato di essere un gatto all’età di 16 anni”.

“Sono nata nella specie sbagliata. Essere un gatto porta dei vantaggi, ad esempio ho un udito e una vista migliori delle persone normali. Ci vedo anche al buio”. Ma Nano non è sola in questa vita da catwoman: il suo amico Svien “ha la personalità di un gatto” e dialoga con lei miagolando. “Penso che resterò un gatto per tutta la vita”.