“A Gualtiero Marchesi il vino fa schifo? Assurdo, è cultura del bere”

“Il cuoco lavora per fare contento il cliente che ama anche bere”, se il vino non ti piace “tienitelo per te”. Lo chef Filippo La Mantia commenta così all’Adnkronos le dichiarazioni del decano dei cuochi italiani Gualtiero Marchesi che, in un’intervista a ‘Panorama’, ha dichiarato di non toccare alcol da 17 anni e che il vino gli “fa schifo”. “Forse ha dimenticato – aggiunge lo chef palermitano – che ha lavorato per molti anni nel ristorante di un grande produttore di vino italiano che è Franciacorta. E’ assurdo”.

“Il vino è preziosissimo – sottolinea – fa parte del territorio italiano. Intorno al vino campano tanti agricoltori, contadini, famiglie. Il vino è cultura, è cultura del bere. In Italia ci sono migliaia di cantine che sono considerate tantissimo in tutto il mondo. Per il cliente che viene al ristorante il 50% lo fa il cibo e l’altro 50% lo fa un ottimo accoppiamento di vino e cibo”.

“Io sono astemio – spiega La Mantia – ma rispetto il vino tanto quanto la materia prima che utilizzo ogni giorno in cucina. E’ un connubio straordinario. Il passito, la malvasia sono prodotti di cui dobbiamo essere orgogliosi, ma stiamo scherzando a dire che il vino fa schifo. Io non bevo vino – continua – ma ho studiato a fondo l’argomento e conosco il prodotto, quando devo consigliarlo so quello che faccio”.

Tornando alle dichiarazioni di Marchesi e alla polemica che hanno scatenato, lo chef palermitano nota come il mondo dei cuochi sia “succube ogni giorno di tutte queste situazioni, mentre – sottolinea – ci dovremmo concentrare di più sul piatto e sul cliente che viene al ristorante perché – conclude La Mantia – è quello il nostro fine”.

Al ristorante di Ippolito “paga quanto vuoi”“

Mangi e bevi quanto vuoi e alla fine decidi tu quanto pagare. E’ destinata a decollare l’iniziativa lanciata dal giovane chef Antonio Ippolito, fondatore della Ippo’s Kitchen, nel locale napoletano “La Rotonda Belvedere” (via di Pozzuoli a Bagnoli). Tutti i venerdì di febbraio sarà possibile gustare le prelibatezze della cucina napoletana e decidere poi quanto pagare.

CHEF GIOVANE – “L’idea accolta con entusiasmo dai gestori del locale – spiega lo chef – rappresenta una novità assoluta nel panorama culinario partenopeo. Dopo aver cenato e gustato gli antipasti e i panini più sfiziosi, oltre ai piatti tipici della tradizione napoletana, compresi quelli di pesce, saranno proprio i nostri clienti a decidere quanto pagare”.

COME FUNZIONA – La formula è semplice: prenoti il tuo tavolo al locale (clicca qui per i riferimenti) e, in base a come hai mangiato, al servizio, al posto e a tanti, altri, svariati fattori, deicidi quanto pagare. “Tutti i tavoli che avremo l’onore di ospitare ogni venerdì – spiega Ippolito – riceveranno poi uno sconto del 20 per cento per la prossima notte”.

 

 

Allerta nei supermercati, ritirata la Crema di Riso Alce Nero Baby: “È pericolosa”

E’ allerta nei supermercati, dove è stata ritirata la Crema di Riso Alce Nero Baby, poiché il prodotto, a differenza di quanto riporta l’etichetta, potrebbe contenere glutine, e in particolare crema di farro. Il lotto interessato, come specifica l’azienda produttrice in un post su Facebook, è il 343/15 con data di scadenza 9/12/2016. Contattata dall’Adnkronos, Alce Nero ha confermato la vicenda, specificando che il richiamo di mercato è stato effettuato poiché in alcune confezioni potrebbe effettivamente trovarsi crema di farro.

“Vi diamo oggi un’informazione importante – si legge sulla pagina ufficiale di Alce Nero – in seguito ad un errore di confezionamento, la scatola Crema di riso della linea Alce Nero Baby potrebbe contenere crema di farro. Il lotto, solo in minima parte interessato, è il 343/15 con data di scadenza 09/12/2016. Il presente avviso è a particolare tutela degli acquirenti che manifestano specifiche intolleranze al glutine presente naturalmente nel farro o al farro stesso. Teniamo a specificare che in assenza di queste intolleranze, il prodotto può essere consumato senza alcun tipo di problematica”.

L’azienda, dopo essersi scusata per l’accaduto, ha fatto sapere di avere già provveduto a ritirare l’intero lotto dalla distribuzione: “Per qualsiasi informazione e rimborso del prodotto – conclude il post – siamo a completa disposizione qui, agli indirizzi di posta elettronica [email protected] e [email protected] o ai nostri numeri telefonici diretti 0516540218 o 0516540225 in orario di ufficio”.

Alimenti scaduti: non sono tutti da buttare

Buttare un alimento dopo la data di scadenza è un’abitudine comune a molte persone, ma non tutto quello che finisce nella pattumiera è sempre da scartare. Se è vero che gli italiani, complice la crisi, sono sempre più sensibili al tema dello spreco alimentare, lo stesso non può dirsi per gli inglesi. Basta pensare che solo in Gran Bretagna ogni anno vengono gettate nella spazzatura oltre quattro milioni di tonnellate di cibo ‘scaduto’ che in realtà può essere consumato senza rappresentare un rischio per la salute.

Sono molti gli alimenti che riescono a conservarsi oltre la dicitura ‘da consumarsi preferibilmente entro…’ riportata sull’etichetta, come scrive ‘The Independent’, che tramite Dan Cluderay, il proprietario del sito web ‘Approved Food’ che vende a prezzi scontati cibo che ha superato la data di scadenza, ha stilato una lista di 10 alimenti che dopo la scadenza possono essere portati in tavola tranquillamente.

Per capire se un alimento può essere consumato anche dopo la data di scadenza, Cluderay spiega anche che va fatta una distinzione tra le diverse diciture riportate sull’etichetta: ‘data di scadenza’, che significa che non è sicuro mangiare quel cibo oltre la data indicata, ‘da consumarsi entro’, che indica il termine esatto entro cui l’alimento deve essere consumato e ‘da consumarsi preferibilmente entro’, ossia che dopo la data indicata l’alimento è ancora commestibile.

“Le persone stanno cambiando le loro abitudini – ha detto Cluderlay – I soldi hanno un valore e la gente comincia a capirlo”. Di seguito i 10 prodotti che possono essere mangiati oltre la data di scadenza:

1. Patatine. La grande quantità di sale presente fa sì che si conservino a lungo.

2. Cioccolato. Stesso discorso delle patatine, solo che qui è la quantità di zucchero a garantirne la conservazione.

3. Ketchup. Condimenti come questo riescono a conservarsi anche per un anno oltre la data di scadenza se tenuti in un luogo fresco e asciutto o in frigorifero.

4. Yogurt. Può durare fino a sei settimane oltre la data di scadenza. Nel caso in cui si creasse uno strato di muffa, basta rimuoverla con il cucchiaino e mangiare quello che c’è sotto.

5. Formaggio a pasta dura o stagionato. Se inizia ad apparire un po’ di muffa è sufficiente raschiarla via con un coltello. Del resto, molti formaggi come il gorgonzola sono fatti con la muffa. Da evitare tassativamente quelli a pasta molle, come il brie o il camembert.

6. Latte. Finché non inizia ad avere un cattivo odore e a rapprendersi può essere consumato.

7. Uova. Per capire se sono buone basta immergerle in una ciotola d’acqua: se galleggiano, probabilmente al loro interno si sono accumulati gas e batteri e quindi è meglio scartarle. Se invece affondano, probabilmente sono ancora buone.

8. Pane. Anche se è un po’ stantio, si può riscaldare nel forno. L’importante è che non abbia della muffa sopra.

9. Riso. Può durare mesi o addirittura anni oltre la data di scadenza.

10. Frutta e verdura. Qui vale la regola del buon senso. Se non c’è muffa e non sono mollicce, allora possono essere mangiate tranquillamente.

Senso di colpa a tavola: questione di prezzo

Il senso di colpa a tavola è anche una questione di prezzo. Meno si paga più ci si sente colpevoli, almeno secondo uno studio realizzato dai sociologi delle università di Cornell a New York e di Marmara in Turchia, pubblicato su BMC Nutrition. In particolare le persone che pagano poco, optando per buffet con la formula del consumo illimitato, si sentono più sazie e anche più colpevoli rispetto a quelli che hanno pagato di più ingerendo le stesse quantità e il medesimo cibo.

I ricercatori hanno arruolato 139 volontari a cui è stato chiesto di andare a mangiare in un ristorante italiano con buffet illimitato, con un costo fisso che era o di 4 dollari o di 8. Dopo il pasto i partecipanti dovevano dar conto del proprio stato fisico, del senso di colpa provato e indicare se pensavano di aver mangiato troppo o poco. E’ risultato così evidente che quelli che avevano pagato 4 dollari per il buffet si sentivano, rispetto ali altri, meno bene fisicamente e avevano la sensazione di aver mangiato troppo. E questo anche se avevano mangiato la stessa quantità di pizza e di altre pietanze.

Il grande protagonista di un nuovo trend prepotentemente in crescita: E’ il ”turismo culinario”

Vuoi capire un popolo e la sua cultura? Siedi alla sua tavola e assaggia la sua cucina. Nell’anno in cui anche Expo ha celebrato il tema del Food nella sua accezione più ampia e in tutta la ricchezza delle sue varietà, con file lunghe ore solo per vedere come i giapponesi cucinano il pesce palla o come i paesi nordici pensano di sopperire alla carenza di risorse nel futuro, è ancora il cibo il grande protagonista di un nuovo trend prepotentemente in crescita. E’ il nuovo ”turismo culinario”: in fondo nulla di strano per noi italiani, che del cibo abbiamo fatto la nostra eccellenza e uno dei nostri punti di forza nella competizione internazionale, ma anche una passione ”casalinga” tanto forte da essere forse gli unici al mondo capaci di sedersi a tavola, mangiare e intanto vagheggiare di altri pranzi, menù, ricette della nonna.
E quel ”pallino”, quella voglia di sapori buoni, ce lo portiamo dietro anche in vacanza, soprattutto quando scegliamo mete lontane. Arricchire il soggiorno con ”le escursioni tradizionali non basta più –   per vivere una vera immersione nella cultura del luogo”, occorre fare delle esperienze culinarie selezionate.  Perché imparando sapori, ricette e provenienza dei cibi direttamente da chi li prepara si scoprono anche tradizioni che mai si potrebbero conoscere in un normale ristorante. Al bando dunque improbabili ”spaghetti Napoli” a Bali o le ”real carbonara” di Berlino, in vacanza ora gettonatissime sono le cene tradizionali in famiglia, soprattutto in Giordania, Turchia e India, dove è costume mangiare con le mani, le famiglie insegnano agli ospiti quali sono i movimenti giusti, la loro sequenza e le regole di etichetta. Gesti autentici che valgono più di mille descrizioni di una guida turistica”. E i corsi di cucina, dal sushi workshop in Giappone alla spesa al mercato in Vietnam, sono diventati il nuovo souvenir di viaggio, perché una volta tornati a casa si possono riproporre agli amici ricette e sapori conosciuti all’estero. Ecco allora che in Armenia si può assistere alla preparazione del tolma (involtini di foglie di vite farcite) e del lavash, il pane tradizionale, da gustare in una cena accompagnata da danze e musiche. In Cina si partecipa alla cerimonia del tè, in Uzbekistan si degustano i vini di Samarcanda, pranzando nello yurte durante l’attraversamento del deserto. In Nuova Zelanda è possibile partecipare a una cena tradizionale Hangi e a Montreal si passeggia alla scoperta delle eccellenze gastronomiche della città, tra mercati, caffè ed empori.

Questo è reciproco: in Italia si fanno corsi di cibo tradizionale italiano per i turisti. A Roma c’è One Day Chef all’ombra della Basilica di San Giovanni: sottotitolo ironico Rome was cooked in a day e si fanno percorsi tematici ad esempio c’è la sessione di primi piatti in cui si insegnano Bucatini all’ amatriciana, Spaghetti alla carbonara,  pomodoro e basilico e Linguine al pesto.
E se il trend tra i viaggiatori italiani è in crescita, ma ancora agli inizi (d’altronde la cucina migliore al mondo l’abbiamo in casa), la curiosità verso la buona tavola è ancora più forte all’estero. Secondo una recente indagine di Babbel, l’app che aiuta a imparare facilmente le lingue, smuove in media il 9% dei viaggiatori nel mondo, ben il 10% degli abitanti dei Paesi di lingua tedesca e l’11% di quelli di lingua inglese. Certo, obbietterà qualcuno, a paragonare salsicce e crauti con le lasagne o un farcitissimo pasteis de Belem, la vittoria è scontata. Ma a testimoniare la curiosità è anche il successo dei nuovi corsi Babbel per conoscere le parole delle prelibatezze delle cucine nel mondo. E allora, numeri alla mano, si può azzardare che agli italiani piace ”caliente”, con le lezioni sui menù spagnoli e sudamericani (ma anche turchi), tra i più seguiti di casa nostra. Viceversa, i più curiosi verso il corso sulla cucina italiana sono ancora i tedeschi (48%). Secondi, a sorpresa, i nostri grandi rivali ai fornelli, i francesi (22%), seguiti dagli inglesi (14%). E a giudicare dai risultati, tagliatelle al ragù, tortellini e tigelle battono tutti: con l’acquolina in bocca assicurata, la più cliccata è infatti la cucina emiliano-romagnola.

Struffoli di Natale: eccellenza napoletana

Gli struffoli di Natale sono un tipico dolce della tradizione napoletana, una prelibatezza bella da vedere e buona da mangiare, un dolce senza il quale Natale non esisterebbe. Di origine antichissima, vi proponiamo la ricetta classica.

Ingredienti:

  • Raschiatura di limone e arancio
  • Farina gr. 1000
  • Zucchero gr. 100
  • Burro gr. 100
  • Sale gr. 20
  • Lievito baking gr. 5 “bertolini”
  • Uova gr. 500
  • Aroma Benevento q.b.
  • Miele per amalgamare gli struffoli 750 gr. per nappare tutta la ricetta di struffoli fritti
  • Olio di semi d’arachide LT. 1
  • Vaniglia
  • (Ingredienti per il cestino di croccante)
  • glucosio gr. 600
  • zucchero semolato gr. 600
  • granella di nocciole gr. 600

 Preparazione:

Procedimento per l’impasto degli struffoliMettere in impastatrice tutti gli ingredienti in ordine della ricetta.Impastare bene il tutto fino a rendere l’impasto liscio ed omogeneo.Tirare i filoncini di struffoli, spezzarli con una piccola spatola a piccole chicche come degli gnocchetti. Friggere gli struffoli in olio di semi d’arachide. Scolarli su un vassoio con carta assorbente. Riscaldare il miele sul fuoco, unire gli struffoli fritti e aggiungere i confettini colorati mischiare il tutto con un cucchiaio di legno. Accomodare gli struffoli negli appositi contenitori e nel cestino di croccante. Procedimento per il croccante.Cuocere il glucosio, lo zucchero fondente, fino a caramellare.Unire la granella di nocciole riscaldata in forno. Mischiare il tutto con una spatola di legno.

Come salvarsi dalle abbuffate di Natale

Panettoni, dolci tipici, arrosti e primi super conditi: gli esperti calcolano che in media, dopo le maratone a tavola, l’ago della bilancia può arrivare a segnare fino a 5 chili in più rispetto all’inizio del periodo festivo. I colpevoli? Sicuramente pranzi e cenoni, ma solo in piccola parte: a influire soprattutto la cattiva abitudine di mangiucchiare durante l’intero arco della giornata (66%). E’ quanto emerge da uno studio realizzato da In a Bottle (www.inabottle.it) con metodologia Woa (web opinion analysis) su 70 esperti tra nutrizionisti, dietologi e medici generici italiani.

Ore e ore davanti al video, orari e abitudini ‘sballate’ e brindisi e stuzzichini con amici e parenti: ecco i killer della linea. Senza considerare che, a Natale, sembra che la maggior parte degli italiani trascuri ogni principio di sana alimentazione e corretta idratazione (42%). La molla scatenante di questa debacle calorica? Un mix tra il tentativo di combattere la noia (55%), ma anche le lunghe ore passate davanti al piccolo schermo (53%), a cui si aggiunge la voglia di lasciarsi andare dopo lo stress accumulato durante l’anno (38%). In ogni caso, basandosi sulla loro esperienza, gli esperti stimano che durante le festività si ingrassi in media di 2 kg (24%), per arrivare ai 3-4 kg (27%). Ma non è difficile che dopo il periodo che va da inizio dicembre e metà gennaio si arrivi a pesare anche 5 kg in più (21%). Solo una minoranza, secondo il 19%, riesce a limitare i danni, arrivando a pesare 1 kg in più rispetto all’ultimo controllo peso pre-festivo.

Vico Equense: F E S T I V I T A’ N A T A L I Z I E 2015/2016

Programma:

6-7 dicembre “I sapori del Natale” mercatini , anim

azioni, gastronomia

.

Borgata

Arola dalle ore 18.00 alle ore 23.00 Gastronomia, a

rte, animazione e artigianato.Promossa dalla

parrocchia S.G. Battista e dalla Pro Loco Borghi d’

Aequa.

7 dicembre

“I percorsi dell’archeologia a Vico Equense” Mostra

archeologica

Antiquarium Aequano Silio Italico (centro città)

promossa dalla Sopraintendenza Archeologica

della Campania.

8 dicembre

ore 18.45 Concerto per pianoforte e violino

Chiesa della Ss Annunziata

(centro storico) Memorial della prima guerra mondia

le promosso dall’Associazione Aequa 20 –

8 dicembre / 6 gennaio 2016 borgata Ticciano Natale

per i più piccini

con un

piccolo itinerario di Babbo Natale, distribuzioni d

i varie leccornie, biscotti tipici dei paesi

scandinavi. Promosso dall’associazione Anna Verde c

on altre associazioni territoriali e realizzato

nel salone dell’ex edificio scolastico.

9 dicembre ore 17.30 Musicisti in erba

Chiesa della Ss Annunziata (centro storico)

promosso dall’Associazione Aequa 20

11- 12 e 13 dicembre FESTA DELLA ZEPPOLA

borgata Massaquano

dalle ore 18.00 alle ore 23.00 Gastronomia, arte, a

nimazione e artigianato. Festa promossa da

Azione Cattolica parrocchiale in collaborazione con

Pro Loco Borghi d’Aequa.

17 Dicembre

ore 19.00

Concerto di Natale

Chiesa della Ss Annunziata promosso dal

centro studi musicali Augusta Coen diretto da Anton

ia Tortora.

19 e 20 dicembre

Il meglio del Social World Film Festival a Natale”

proiezioni al

Museo del Cinema (Palazzo storico comunale – centro

città) per grandi e piccini dalle ore 17.00

alle 22.30 [Ore 17.00 – 19.00 cortometraggi animat

i / ore 19.00 – 22.30 cortometraggi e

documentari ] in collaborazione con l’Associazione

Social World Film Festival

20 e 23 dicembre ore 19.00

“se Natale fosse davvero Natale” spettacolo promos

so dalla Gi.M.

Oratoriana sala teatrale Convento di San Vito.

21 Concerto
ore 18.30 Concerto di Natale “La grande emozione”
Chiesa della Ss
Annunziata (centro storico) promosso dall’ Istituto
Comprensivo Costiero.
22-23-24 dicembre Christmas on the road
vivi la magia del Natale nel centro
cittadino con negozi aperti e idee promozionali, me
rcatini e menù
natalizi a prezzo fisso.
Promosso da
Associazione dei Commercianti ACOVE
23 dicembre borgata Bonea “la voce della coscienza”
spettacolo teatrale di A.
Cavallaro Parrocchia San Giovanni Evangelista con i
l gruppo giovanile parrocchiale.
25 -27 – 28 dicembre e 3-4-6 gennaio Rassegna di te
atro “Cacorna” borgata
Massaquano
Auditorium Don Luigi Guida – promossa da Compagnia
gli Ipocriti in
collaborazione con Pro Loco Borghi d’Aequa e F.I.T.
A. Napoli
25 Dicembre ore 20.30 Concerto di Natale:
capolavori della musica classica tra
il vecchio e il nuovo anno
– Chiesa dei SS. Ciro e Giovanni (centro città) co
n la SCS
International Chamber Orchestra.
Borgata Moiano – La cantata dei Pastori
Chiesa di S.Renato (data /ora da definire)
26 dicembre dalle ore 10.30
Intrattenimento
Animazione,
Ballo, musica e Zeppolata nel
centro cittadino
a cura dell’ Ass. A.S.D. Tersicore new
26 dicembre borgata Bonea – Tombolata
con animazione e musica –
Parrocchia San
Giovanni Evangelista
26/27/28/29 dicembre e 3/4/5/6/9/10 gennaio Spettac
olo teatrale “chi non
muore si rivede”
promosso e realizzato da Compagnia Stabile Teatro M
io
27 DICEMBRE ORE 19.30 Concerto di Natale alla Cappe
lla Rossa
Borgata
Montechiaro
27 dicembre ore 18.00 borgata S. ANDREA
Tombolata
e intrattenimenti con la
partecipazione dei WHY NOT
28 e 29 dicembre e 9 e 10 gennaio ore 19.00
“pezzi di teatralità napoletana” spettacolo
promosso dalla Gi.M. Oratoriana sala teatrale Conve
nto di San Vito.
29 dicembre ore 18.00 evento di musica “a piccoli p
assi…grandi talenti! Vieni a
scoprire il tuo
a Piazza Mercato
promosso dall’Associazione musicale “Santa Cecilia.

30 dicembre ore 19.00

Natale in Coro

alla Chiesa della SS. Annunziata

(centro

storico) Rassegna di canti natalizi eseguiti dai co

ri delle parrocchie del Comune.

31/1 gennaio CAPODANNO IN PIAZZA

2 e 3 gennaio

Il meglio del Social World Film Festival a Natale

proiezioni al Museo

del Cinema (Palazzo storico comunale – centro città

) per grandi e piccini dalle ore 17.00 alle

22.30 [Ore 17.00 – 19.00 cortometraggi animati / o

re 19.00 – 22.30 cortometraggi e

documentari ] in collaborazione con l’Associazione

Social World Film Festival

2 – 3 – 5 – 6 gennaio borgata Bonea

Parrocchia San Giovanni Evangelista

Canzone di Capodanno

evento musicale realizzato dal Circolo “Carlo Bosa

no”

La voce della coscienza

spettacolo teatrale di A. Cavallaro con il gruppo g

iovanile parrocchiale

Concerto natalizio

della Schola Cantorum parrocchiale

Arriva la befana

: giochi, animazione e distribuzione regali ai più

piccini

6 gennaio – “

La tradizione è il passato che insegna

107 edizione Sfilata delle Pacchianelle dalle ore 1

5.00 con partenza dal

Convento di San Vito

6 gennaio – Concerto dell’Epifania

borgata Moiano – Chiesa di S.Renato

tradizione classica, cultura popolare e giovani pr

omesse del territorio con la Ma Colomba Staiano.

Ponte dell’Immacolata 2015

Ecco la nostra selezione di sagre ed eventi gratis per trascorrere il Ponte dell’Immacolata 2015 a contatto con l’enogastronomia, le tradizioni e le feste popolari della Campania più autentica e genuina.

Vitigno e grappolo di Fiano di AvellinoIl legame tra il pregiato Fiano Docg e la città di Avellino sarà il tema dell’iniziativa Fiano in Avellino “Torno nella mia città” che si terrà sabato 5 e domenica 6 dicembre nelle suggestive grotte della settecentesca Villa Amendola, ad Avellino. La manifestazione si articola in conferenze e degustazioni guidate di Fiano, ma anche di Greco, Aglianico, Taurasi e in assaggi di pietanze tradizionali irpine cucinate da chef locali.
L’iniziativa, inoltre, vedrà la partecipazione del noto enologo campano Luigi Moio, ordinario di Enologia all’Università Federico II di Napoli. In programma anche una mostra d’arte sulla storia del Fiano di Avellino e concerti di musica jazz. L’ingresso è libero mentre le degustazioni guidate prevedono un costo per la partecipazione.

Cantine Aperte a NataleRestando in tema di eccellenze enologiche regionali, nei weekend 5-6 e 12-13 dicembre, alcune tra le cantine campane aderenti al Movimento Turismo del Vino accoglieranno visitatori, gourmet ed appassionati di vino all’evento Cantine Aperte a Natale 2015.
Avrai l’opportunità di gustare prestigiosi vini e prodotti tipici, partecipare a visite alle vigne, ascoltare buona musica e, magari, provvedere anche ai regali natalizi.

Notte re la focalenzia a CastelfranciLe specialità enogastronomiche della Campania, accompagnate dal folklore e dalle tradizioni popolari, andranno in scena anche nel caratteristico borgo irpino di Castelfranci, il 5, 6, 7 e 8 dicembre durante la Notte re la Focalenzia.
In onore dell’Immacolata Concezione saranno accesi grandi falò, come da secolare tradizione, che insieme al vino e alla musica popolare riscalderanno i corpi e gli animi dei partecipanti. Oltre alle degustazioni di alcuni tra i più prestigiosi vini irpini, si svolgerà una “gara del miglior vino Aglianico di Castelfranci non commerciale”.
Il programma, inoltre, prevede concerti di musicisti itineranti, spettacoli per bambini e visite guidate ad alcuni dei principali monumenti del borgo, compreso lo storico Palazzo Celli, oggi sede di un centro per la vinoterapia.

Il focarone della Festa de lo Fuoco a LioniIl fuoco eserciterà la sua funzione vivificante ed aggregatrice anche martedì 8 dicembre, nel corso della festa per la Madonna de lo fuoco, a Lioni.
In un atmosfera festosa e autentica, nel centro storico della cittadina irpina, si potranno vivere momenti di condivisione e convivialità, gustando i prodotti tipici locali come il torrone caldo in cialde croccanti, le castagne pralinate al miele e molto altro.
Non mancherà il vino, la musica e le danze popolari.

Non solo vino e piatti tradizionali, i festeggiamenti per il ponte dell’Immacolata vedranno come protagonista anche un’altra stella nel firmamento delle eccellenze gastronomiche della Campania: l’olio d’oliva.
La raccolta delle olive ad Albanella, nel CilentoAd Albanella, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sabato 5 e domenica 6 dicembre si terrà la XXII Edizione della Giornata Promozionale dell’Olio d’Oliva. Saranno due giornate di percorsi gastronomici attraverso antiche pietanze tradizionali preparate con il pregiato “oro verde” di Albanella, come le lagane e ceci, broccoli con salsiccia, paccheri con baccalà e molto altro.
Quest’anno per la prima volta, nella giornata di domenica, i visitatori potranno gustare i prodotti proposti dagli stand gastronomici anche a pranzo, accompagnati dalle canzoni di un cantastorie.
In programma dibattiti, workshop, spettacoli di musica popolare e un’escursione guidata gratuita alla vicina Oasi WWF Bosco Camerine, non lontano dalle Grotte di Castelcivita.

Bruschette con l'olio di Carife a CarifolioAnche a Carife, nella Valle Dell’Ufita, zona di produzione dell’olio extravergine d’oliva DOP “Irpinia Colline Dell’Ufita”, si festeggia con Carifolio, la festa dell’olio nuovo irpino, in questo caso il primo olio dell’anno.
Potrai assaggiare l’olio appena franto insieme a piatti tipici a base di legumi e vivere le atmosfere genuine di una tipica festa contadina, con “le bruschette per tutti” a chiusura stand, “Gli zampognari e i Canti Natalizi”, il mercatino di prodotti artigianali e il rito della piantumazione di un ulivo, nel rispetto della tradizione locale.