Eagles of Death Metal, annullate le date italiane della band del Bataclan

Niente Treviso, Torino e Ciampino (Roma) per gli Eagles of Death Metal. Le tre date italiane della rock band statunitense, 27, 28 e 29 febbraio, sono state infatti annullate. La band, che stava suonando al Bataclan la notte degli attentati dell’Is a Parigi il 13 novembre scorso ed è scampata alla strage nel locale, è stata costretta ad annullare le date restanti del suo tour europeo a causa dello strappo al tendine di un dito del leader e chitarrista Jesse Hughes.

Il frontman del gruppo ha provato comunque a suonare durante il tour, nonostante il fastidioso infortunio, ma i medici hanno detto che il modo migliore per guarire correttamente è smettere di suonare per un po’ di tempo. “Sono devastato perché non possiamo continuare il nostro tour europeo – ha commentato Hughes – ma ho bisogno di recuperare affinché possiamo continuare a suonare musica rock in tutto questo bel mondo, e tornare in Europa ancora più forti in estate”.

Yoko Ono torna con ‘Yes, I’m a witch too’

Yoko Ono – artista tra le più celebrate degli ultimi 50 anni, moglie e collaboratrice del grande John Lennon – torna con ‘Yes, I’m a witch too’, nuovo lavoro di collaborazioni e seguito del fortunato ‘Yes, I’m a witch’ del 2007.

Yoko Ono è l’icona avant-pop per eccellenza. Ha attraversato le epoche, passando dalle trans-avanguardie giapponesi alla scoppiettante downtown New York dei primissimi ’70.

Per anni i suoi detrattori la hanno additata come la nemesi artistica di John Lennon, ma di fatto non c’è stata stagione che non l’abbia vista protagonista. Anche durante l’estasi dell’effimero movimento mutant disco, si ricavò un ruolo importante, tagliando una delle più forti hit underground del periodo con ‘Walking on thin ice’ i cui ritmi incalzanti inaugurano questo nuovo progetto: ‘Yes, I’m A witch too’.

‘Walking On Thin Ice’ è qui rivisitata dal celebre dj house Danny Tenaglia, ma non è questo l’unico motivo d’interesse in un disco colmo di collaborazioni importanti. Ci sono i paladini dell’indie-rock Death Cab For Cutie, Peter, Bjorn and John, gli intellettuali del glam Sparks, tUnE-yArDs, MiikeSnow, Moby, le vicinissime Cibo Matto, Portugal The Man e numerosi altri.

Il lavoro del produttore esecutivo Rob Stevens ha consentito a Yoko Ono di confrontarsi ad armi pari con talenti di diverse generazioni, capaci di ridare lustro ad alcune delle sue più strabordanti visioni.

Partito da Stoccolma il tour europeo degli Eagles of Death Metal

La band americana degli Eagles of Death Metal ha iniziato ieri a Stoccolma il tour europeo, esattamente tre mesi dopo l’attacco terroristico al loro concerto al Bataclan di Parigi. La band si è esibita ieri nel club Debaser Medis della capitale svedese. Oggi dovrebbero suonare a Oslo e martedì a Parigi.

I terroristi islamici hanno attaccato il Bataclan nella capitale francese il 13 novembre scorso, mentre gli Eagles of Death Metal tenevano un concerto. La maggior parte delle 130 persone morte negli attentati di Parigi e Saint-Denis quel giorno sono state uccisi proprio nell’attacco al Bataclan.

Sanremo, Morgan ‘punzecchia’ Elio: “Il suo brano bellamente inutile

“Elio ha fatto l’operazione inversa a quella dei Bluvertigo: la nostra è una canzone semplice che vuole emozionare, la sua è una operazione bellamente complicata, complicatamente bella ma sostanzialmente inutile”. Morgan punzecchia Elio sulle caratteristiche del brano che quest’ultimo porta in gara con Le Storie Tese al Festival di Sanremo. “Una canzone con tutti ritornelli non riesce ad emozionare anche se è un esercizio molto alto di destrutturazione”, aggiunge Morgan. Tra i due in passato c’era già stato dell’attrito ai tempi in cui erano entrambi giudici di ‘X Factor’.

Quanto alle critiche ricevute per la qualità vocale della sua interpretazione, Morgan sottolinea: “La voce non è mica solo quella lirica. Non conta mica solo l’estensione. Non sento nessuno parlare di timbro. Io credo che nel mio caso sia l’interpretazione che conta e il contenuto che veicola. E da Lou Reed a Tom Waits, passando per Claudio Villa potrei farvi moltissimi esempi di grandi artisti con voci fragili o roche”.

A Sanremo irrompe l’attualità: Elton John all’Ariston col marito

Come sempre sul palco di Sanremo irromperà anche l’attualità. Quest’anno sicuramente quella legata al dibattito su unioni civili e step child adoption previste nel ddl Cirinnà attualmente in discussione in Parlamento. Oggi, infatti, Massimo Giletti ha annunciato durante ‘L’Arena’ su Rai1 che Elton John sarà accompagnato a Sanremo dal marito, il regista canadese David Furnish, il quale “siederà in prima fila al Teatro Ariston”. I due, che si sono sposati nel dicembre 2014, sono fidanzati da moltissimi anni ed hanno avuto due bambini dalla stessa madre surrogata che ha ricevuto però il seme dei due papà: il primo è nato il giorno di Natale 2010 e il secondo l’11 gennnaio 2013.

Non è ancora noto se la star parlerà con la stampa in occasione della trasferta sanremese o farà qualche accenno alla sua vita privata dal palco, quel che è certo è che si parlerà della sua famiglia in relazione al duro scontro politico in atto in Italia sul riconoscimento delle unione civili e sull’introduzione della step child adoption, ovvero la possiblità di adottare il figlio del partner. Interpellato a margine del tradizionale gala di benvenuto che si è tenuto stasera al Casinò di Sanremo, Carlo Conti ha tagliato corto: “Elton John è un ospite canoro del festival”, ha detto il conduttore di Sanremo 2016 prima di lasciare il party.

Salmo: “Con ‘Hellvisback’ porto Elvis nel mio inferno e lo rendo fumetto”

Si intitola ‘Hellvisback’, il nuovo atteso album di Salmo, che esce il 5 febbraio ed è un disco con 13 brani inediti ma anche un fumetto. Come il titolo suggerisce, è un omaggio ad Elvis Presley, cui Salmo s’ispira per la creazione di un nuovo supereroe nato negli inferi, Hellvisback appunto, e diventato l’emblema della sua nuova pubblicazione. “L’idea era di prendere un’icona, un personaggio vecchio stampo e mixarlo con qualcosa di odierno, di attuale. Quindi ho pensato ad Elvis, gli ho messo la maschera, l’ho fatto incontrare con il mio mondo ed è venuto fuori lui: Hellvisback!”, spiega all’AdnKronos Salmo, all’anagrafe Maurizio Pisciottu, classe 1984. L’artista pioniere dell’hip hop 2.0, riesce insomma a stupire ancora una volta con un progetto ricco di idee e contenuti, presentato ieri sera in anteprima al Red Bull Followers durante un evento esclusivo. Un album dalla forte matrice autobiografica, come testimonia il singolo di lancio ‘1984’ (“ho avuto bisogno di dire questo sono io, questa è la mia storia, un pezzo ego-trip, un libro di foto ricordo”, dice Salmo), ma che lascia spazio anche a molto altro.

Grande novità che mette ancora una volta in luce l’eclettismo dell’artista è il n. 0 del fumetto che accompagna la Deluxe Edition: tutto ha inizio con la morte di Salmo che si ritrova all’inferno con Elvis. Dalla fusione dei due personaggi ha origine Hellvisback, il supereroe che combatterà Satana per impedire una nuova Apocalisse. Ma le avventure del supereroe con volto di Elvis e inconfondibile maschera di Salmo non finiranno con questo numero.

Un disco molto personale arricchito da tre featuring d’eccezione: ‘Bentley vs Cadillac’ feat. Travis Barker (Blink 182), ‘Il messia’ feat. Victor Kwality & Travis Barker, ‘Peyote’ feat. Sbcr (Sir Bob Cornelius Rifo aka The Bloody Beetroots). ‘Hellvisback’, prodotto dallo stesso Salmo e da Low Kidd, è disponibile in molteplici versioni: Cd standard, Deluxe Edition (cd+fumetto), Deluxe Limited Edition numerata (cd + fumetto + vinile + t-shirt) e vinile.’Hellvisback’ è stato anticipato dal singolo ‘1984’, brano autobiografico e molto potente, scritto, prodotto e interpretato dallo stesso Salmo. Da sempre i video di Salmo sono dei veri e propri eventi sul web. E anche con quello che accompagna il brano di lancio, l’artista non ha deluso i suoi fan. “Ho pensato di mettere insieme, rifacendone alcune scene, alcuni video che hanno segnato la mia storia”, spiega l’artista. Prodotto da Lebonski Agency & YouNuts con la regia di AC/DC – N. Celaia, A. Folino, A.Usbergo, il videoclip ha raggiunto in un mese oltre 3 milioni di visualizzazioni. Non meno originali sono i video di “Io sono qui” e “Giuda”, diretti da A. Folino e C. Perria che, a poche ore dalla loro pubblicazione, hanno totalizzato oltre 200.000 views.Chiamato da Jovanotti ad aprire il suo tour negli stadi 2015, Salmo è uno dei pochi artisti che riesce a mettere d’accordo appassionati di vari generi musicali (rap, metal, punk, hardcore, rock). La fusione dei vari linguaggi e la potenza del suo sound sono la sua firma artistica.

Un anno senza Pino

Un anno fa se ne andava Pino Daniele. “Se vogliamo parlare di eredità musicale, ci ha lasciato qualcosa a cui aggrapparci quando ci manca”, confessa la figlia Sara in un’intervista a Fanpage.it. Il poliedrico artista si è spento la sera del 4 gennaio in seguito a un infarto che lo ha colpito nella sua casa di Orbetello in Toscana.

Inutile la corsa all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove il cantautore è stato dichiarato morto alle 22,45. Una corsa che ha scatenato le polemiche contro la compagna, Amanda Bonini, per avere trasportato Pino Daniele dalla Toscana a Roma in quelle condizioni. Ma la scelta di andare al Sant’Eugenio, come ha rivelato la stessa Bonini, era stata fatta dall’artista, che voleva essere controllato dal suo cardiologo di fiducia.

Oggi, a un anno dalla sua scomparsa, Napoli, che gli ha tributato una straordinaria accoglienza con una folla di centomila persone riunite in Piazza del Plebiscito il 6 gennaio scorso, in questi giorni si prepara a celebrare la ricorrenza. Già da oggi infatti sono numerosi i fan chiamati a raccolta dalla rete che si riuniranno in flash mob in Piazza del Plebiscito. E in attesa dell’apertura di una sezione del Museo della Pace del capoluogo campano, dedicata a Pino Daniele, che dovrebbe avvenire entro marzo, sono previste numerose iniziative per ricordarlo.

“Ho realizzato appieno l’importanza che lui aveva per quella città dopo la morte: vedere piazza del Plebiscito completamente piena è stato incredibile”, racconta la figlia Sara, sottolineando che per lei “non era Pino Daniele, era semplicemente il mio papà: non ho sentito tutti i suoi album, per esempio, nel senso che ‘Terra mia’ l’ho cominciato ad ascoltare solo quest’anno. Sentendolo, però, ho capito molte cose di mio padre e delle sue origini”.

Adele: il nuovo album ’25’ è già record

In concomitanza con il suo ultimo album, Adele ha da poco annunciato le date del nuovo tour 2016. Il tour di Adele partirà da Belfast il prossimo 29 febbraio 2016 e arriverà in Italia il 28 e 29 maggio all’Arena di Verona. Le prevendite partiranno venerdì 4 dicembre, (con due giorni di anticipo per i fan di adele.com), ma si preannuncia il tutto esaurito in poche ore. Il nuovo disco dell’artista arriva dopo quattro anni dal fortunato ’21’, e tante cose sono cambiate nella sua vita. Una vera consacrazione per la cantante che continua a stabilire record su record, anche se la stessa cantante ha deciso di non pubblicare l’album sulle varie piattaforme di streaming. Il nuovo video ‘Hello’ ha superato le 500 milioni di visualizzazioni. In radio, la nuova hit è stata una delle più trasmesse. Nonostante un successo preannunciato e i numerosi consensi da parte dei suoi fan, c’è chi come i critici musicali hanno storto il naso al riguardo del nuovo lavoro. Secondo agli addetti ai lavori, 25 assomiglierebbe per certi versi al precedente album 21, correlato da troppe similitudini di tonalità e partiture. Ad ogni modo, il talento e la voce di Adele non si toccano. Un timbro unico e cristallino, che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

’25’ un disco che parla soprattutto d’amore

Il tema principale delle undici canzoni contenute nell’album 25 è senz’altro l’amore. Amori finiti in maniera triste, ma visti dalla cantante con distacco e fiducia in prospettiva futura. Adele è serena: ha un figlio di 3 anni e un partner, Simon Konecki, che lei stessa ha definito come ‘affidabile e comprensivo’. Oltre alla sua vita sentimentale si è parlato molto del suo nuovo look. L’artista ha perso circa 30 chili, in virtù di un’alimentazione più sana e una dieta ferrea.

Brian May: una chitarra per la vita

Ci sono storie che vanno raccontate attraverso le sensazioni. Certo, ci sono i fatti e le oggettività che compongono la trama, ma il cuore della questione abita nella sensibilità del protagonista. È il caso di Brian May, il chitarrista dei Queen, che racconta la storia della sua chitarra in un libro appena uscito per Tsunami, scritto insieme a Simon Bradley, dal titolo La Red Special di Brian May. Perché la sua chitarra è unica al mondo, proprio come la sua storia: a costruirla sono stati Brian e suo padre, che, nei panni di artigiani liutai, hanno dato vita allo strumento che ha reso inconfondibile il sound della mitica band. Ma questi, appunto sono i fatti. Poi ci sono le emozioni, che viaggiano forti quanto le note di Bohemian Rhapsody. Persino mediate dal telefono, il mezzo che ci permette di intervistare Mr. May.

Perché scrivere un libro su una chitarra?

«Beh, la chitarra è molto importante per me: trasmette emozioni e le crea. E la Red Special è la mia vecchia e fedele compagna con una storia che credo meriti di essere raccontata. Il nome è nato un po’ per caso, per il colore e per il suo essere speciale, certo, ma fu durante un’intervista rediofonica che la chiamai così: fu il suo battesimo. Mentre lo strumento è il frutto del lavoro casalingo mio e di mio padre, che l’abbiamo pensata e costruita insieme».

Questo libro infatti racconta molto anche del rapporto con suo padre. Com’era?

«Avevamo un bellissimo rapporto, è stato un ottimo padre. Mi ha sempre sostenuto e supportato in ogni mio progetto, aiutandomi a realizzare tutto quello che cercavo di fare, dalla passione per l’astronomia fino alla musica. Poi ad un certo punto sono arrivate le difficoltà: lui voleva che portassi avanti la carriera scientifica. Non credeva che la musica potesse essere un lavoro serio… Negli anni ho capito il suo punto di vista, soprattutto in relazione alla sua storia».

Perché avete scelto di costruire voi stessi la chitarra?

«La ragione fondamentale è economica: non avevamo abbastanza soldi per poterci permettere una bella chitarra elettrica, una Stratocaster per esempio. Così mio padre lanciò la sfida: facciamola noi. Lui ci credeva moltissimo e sull’onda dell’ottimismo ci eravamo convinti che avremmo saputo fare qualcosa di speciale. Beh… ci siamo riusciti, in effetti».

Obbedendo anche a un’idea precisa del suono che avrebbe dovuto avere?

«In effetti, sì. Ero affascinato dal suono della chitarra di Jeff Beck e mi rapiva il modo di suonare che aveva Pete Townshend. Io avevo la mia idea di sound e volevo una chitarra semiacustica che doveva parlare, cantare e produrre un suono profondo e ben sostenuto. La Red Special era ed è esattamente tutto questo. Mio padre era una persona estremamente musicale: gli bastava sentitre un brano alla radio per riprodurlo al pianoforte. Dunque il suono ci accomunava e nella costumizzazione della chitarra c’era anche il desiderio di dare allo strumento al mia voce».

Qual è stata secondo lei la migliore performance della sua Red Special?

«Quella sul tetto di Buckingham Palace in occasione del Giubileo della Regina Elisabetta II. Un’esperienza incredibile e un atto estremo di coraggio. Ma non per l’altezza del palco: era una sfida. Io solo davanti a milioni di persone, con l’arrangiamento dell’orchestra che ha suonato dal vivo, ma con cui, però, mi relazionavo quasi al buio. Davvero molto eccitante: la cosa più simile a un salto senza paracadute che mi sia mai capiatata».

Quasi quanto il film che state mettendo a punto sulla vita di Freddie Mercury?

«Sono felice perché ha preso un nuovo corso. Dopo il lavoro fatto in precedenza che non ci convinceva, ora abbiamo un nuovo autore, Anthony McCarten, nominato all’Oscar per la “Teoria del tutto”. Abbiamo passato molto tempo insieme per trasmettergli il tipo di relazione che c’era tra noi, nella “famiglia” Queen. Questo è stato vermanete rivoluzionario e sono sicuro che verrà fuori un bel lavoro. Noi che suonavamo con Freddie abbiamo il dovere, secondo me, di lavorare a questo progetto per mostrare la verità, anche quella che risulterà shockante per il pubblico. Ma soprattutto per trasmettere l’energia e la passione dei giorni incredibili dei Queen…»

Silenzio: Brian May si commuove. Lascia che una lunga pausa parli per lui e colmi una distanza con un mondo che non c’è più.

«Mi scusi… è che c’era qualcosa di meraviglioso allora e che adesso mi ha obbligato a fermarmi un momento. Beh ecco, è questo che dobbiamo raccontare nel film. E noi siamo gli unici depositari della vera storia di un’epoca magica…».

I cimeli dei Beatles all’asta

Ringo Starr mette all’asta 800 articoli dei Beatles. L’ex componente del gruppo, insieme alla moglie Barbara Bach, a dicembre venderà alcuni oggetti che hanno segnato la storia della musica e del gruppo. Porzioni di proventi dell’asta andranno in beneficeranno alla Fondazione Lotus, un ente di beneficenza fondato da Starr e Bach, un’organizzazione che assiste principalmente i problemi sulla famiglia e dell’infanzia, il recupero delle tossicodipendenze e l’istruzione. Punti salienti di questa asta storica comprendono: dalla batteria utilizzata per il video di ‘Hello Goodbye’ alle chitarre di George Harrison e John Lennon, passando per un anello o il disco d’oro assegnato per il single “I Want To Hold Your Hand”. Tra gli oggetti più ”economici” c”è il pannello posteriore prelevato dal caravan dei Beatles con il logo ”Stg Peppers Lonely Hearts Club Band”: stimato tra i 6 e gli 8mila dollari, con un prezzo base di 3mila.
L’asta si svolgerà dal 3 al 5 dicembre 2015 e già si prevede che rimpinguerà le casse del conto corrente di Ringo Starr.